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venerdì 03 luglio 2009
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Equa la festa! Meglio attivi che radioattivi
Scritto da Administrator   
sabato 13 giugno 2009
Coordinamento Eventi Culturali Ostello Villa Borgognoni

In collaborazione con
l'Associazione Turistica Pro Jesi
e REES Marche (Rete di Economia Etica e
Solidale delle Marche)
w w w . c o o r d i n a m e n t o v i l l a b o r g o g n o n i . b l o g s p o t . c o m
2°edizione Equa la festa! Meglio attivi che radioattivi
Luogo: Ostello Villa Borgognoni Jesi (An)
Date: 2 - 3 - 4 luglio 2009
Orari: 17,00-24,00
OBBIETTIVI:
· approfondire la conoscenza tra le associazioni del territorio jesino e dintorni
incluse le comunità di stranieri, iniziando allo stesso tempo un percorso di
collaborazione anche per eventi ed iniziative futuri;
· sensibilizzare i partecipanti, in special modo le nuove generazioni, sui temi del
volontariato e dell’impegno sociale in modo da sviluppare l'associazionismo
locale;
· promuovere l’ostello Villa Borgognoni come struttura ricettiva ad alto valore
socio-culturale, aprendo le porte sia alla cittadinanza come luogo d’incontro
che ai turisti che vogliono visitare Jesi ed i suoi dintorni.
· Promuovere l’economia solidale a livello territoriale con il supporto della Rete
di Economia Etica e Solidale delle Marche

ATTIVITÀ ASSOCI-ATTIVE PERMANENTI:
- mostre fotografiche (1 anno di iniziative in ostello; foto Sun Human Family su carta
riciclata fatta a mano)
- giochi creativi e cooperativi
- laboratori sul riciclaggio dei computer
- pittura artistica e body painting
- trattamenti per il benessere fisico e psichico (Reiki, Cranio Sacrale, Counseling, Theta
Healing, Fendelkreis, Iridiologia, massaggi Ayurveda)
- diretta web “radio incredibile” e “radio africa”
- banchetti associazioni, cooperative sociali, ong, e az.agr.biologiche
- cucina etnica (Rice&Curry), biologica (Ca'Elena) e nostrana
- bevande del commercio equo e solidale
- gelato artigianale
- animazione per bambini
- raccolta differenziata
- ciclo-turismo
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Youtube - Vaticano SpA
Scritto da Administrator   
venerdì 03 luglio 2009
Ultimo aggiornamento ( venerdì 03 luglio 2009 )
 
Il cuore grande dell’Honduras resiste ed avanza
Scritto da Administrator   
venerdì 03 luglio 2009
Straripante marcia a Tegucigalpa. A San Pedro Sula l'esercito
reprime ancora la popolazione. Oggi arrivano le massime autorità dell'Osa

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er il terzo giorno consecutivo la gente è scesa in strada dicendo NO al golpe (Foto G. Trucchi)

Risulta difficile trovare nuove parole per descrivere l'enorme cuore di questo popolo honduregno che resiste, avanza senza paura e continua a manifestarsi massicciamente, chiedendo che si ristabilisca l'ordine costituzionale brutalmente violentato dal colpo di stato di domenica scorsa.  
  
Una straripante marcia che per il terzo giorno consecutivo ha riunito decine di migliaia di persone che respingono il colpo di stato, ha attraversato le strade di Tegucigalpa ed è arrivata fin sotto gli uffici dellle Nazioni Unite, dove i dirigenti dei movimenti popolari e sindacali hanno consegnato un documento nel quale chiedono il sostegno di questa orgnizzazione mondiale, per ristabilire l'ordine costituzionale in Honduras, come lo hanno fatto il giorno prima con la delegazione dell'Organizzazione degli stati americani, Osa.  
  
Una moltitudine che ha percorso chilometri cantando, lanciando slogan, ballando al ritmo dei tamburi della comunità garifuna, mostrando i loro striscioni e cartelli sui quali ridicolizzavano l'attuale governo spurio e che, improvvisamente, con un mano sul cuore e l’altra mostrando il pugno, intonava l’inno nazionale.  
  
Sorprendente anche la capacità ed il livello organizzativo del Fronte nazionale contro il colpo di stato in Honduras, istanza che riunisce le varie organizzazioni popolari e sindacali del paese, ed il livello di coscienza dei partecipanti.   
  
A dispetto dell'evidente e compresible rabbia per quanto accaduto domenica scorsa e per la brutale repressione dell’esercito e della polizia, durante il percorso non si sono verificati né atti di violenza, né azioni vandaliche. La marcia si è sviluppata pacificamente, dando prova di maturità e di profonda convinzione in ciò che queste organizzazioni stanno facendo.  
  
"La risposta della rappresentante della Onu è stata molto chiara. Sono d’accordo con noi, non stanno avallando il colpo di stato ed aderiscono alla decisione che nei giorni scorsi ha preso l'Assemblea Generale di questa organizzazione mondiale contro i golpisti – ha dichiarato il leader sindacale Juan Barahona uscendo dalla riunione –.  
  
C'è una precisa decisione di rispettare questa risoluzione affinché i golpisti abbandonino il potere. Continueremo con la resistenza popolare per le strade e stiamo agendo in base all'articolo 3 dalla Costituzione che stabilisce che nessuno può obbedire ad un governo usurpatore, e che il popolo ha il diritto d’insorgere. Un'insurrezione popolare e pacifica contro i golpisti e domani manifesteremo nuovamente", ha affermato Barahona.  
  
Ancora repressione
  
Se da una parte le organizzazioni popolari continuano a dimostrare la loro convinzione a continuare con una mobilitazione pacifica, l'atteggiamento del governo spurio sembra puntare sempre di più sulla violenza.  
  
A San Pedro Sula, nel nord del paese, più di 5 mila manifestanti che presidiavano il parco centrale da quattro giorni sono stati brutalmente sfollati dall’esercito e dalla polizia.  
Ultimo aggiornamento ( venerdì 03 luglio 2009 )
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Comunicato stampa Sul disastro ferroviario a Viareggio
Scritto da Administrator   
venerdì 03 luglio 2009
Quanto accaduto a Viareggio, tra lunedì e martedì notte, oltre ad essere di una drammaticità unica è un qualcosa che forse si poteva evitare. Rifiutiamo il termine “fatalità” usato impropriamente anche da uomini istituzionali come il presidente della camera. Quello che è accaduto a Viareggio è il terzo incidente ferroviario in Toscana nel giro di neanche un mese, dopo quelli di Migliarino S. Rossore e Prato. Parlare di fatalità vuol dire non tenere conto delle tante denunce fatte negli anni dai lavoratori delle ferrovie che hanno sempre lottato per una maggiore sicurezza, contro i tagli del personale e contro i tagli alla manutenzione.

Ogni qualvolta i sindacati delle ferrovie proclamano uno sciopero i mezzi d'informazione invece di sottolinearne le motivazioni preferiscono, in modo strumentale, evidenziare i disagi degli utenti del servizio. Quanto accaduto a Viareggio è una tragedia annunciata figlia delle più perverse logiche di profitto. Il tentativo di fare ricadere le responsabilità sul macchinista, (l'errore umano), è miseramente fallito. L'asse del carro corroso e arrugginito ci dice in modo palese come si risparmi su manutenzione e controlli. 

E' iniziato immediatamente lo scaricabarile delle responsabilità tra Treni Italia e la multinazionale americana con sede in Austria che costruisce questi carri in Polonia su chi deve effettuare la manutenzione. La causa principale della tragedia di Viareggio è l'inadeguatezza dei controlli, spesso solo formali, a fronte della liberalizzazione dei binari e dell'incessante aumento di carri privati in leasing. Scontiamo anni di “cultura liberista”, di privatizzazione selvaggia, di smantellamento. Un tempo circolavano solo vagoni merci delle ferrovie italiane e francesi sempre sotto controllo pubblico. Non è accettabile che delle vere e proprie bombe circolino senza controllo nei centri urbani. In molti in queste ore si chiedono che cosa sarebbe successo se al posto del GPL vi fossero state
scorie nucleari, visto e considerato che il nostro paese sembra riavviarsi verso la nuclearizzazione. Ci chiediamo anche se fossero stati fatti ulteriori tagli al personale (come annunciati) e la stazione fosse stata automatizzata senza il capostazione chi avrebbe fermato i due convogli di passeggeri diretti a Viareggio. La tragedia avrebbe potuto assumere dimensioni ancor più grosse per questo ci sentiamo di esprimere la nostra vicinanza a tutti i lavoratori delle ferrovie che lottano per pretendere una maggiore sicurezza per se e per tutti i cittadini. 

Servono scelte politiche ed economiche diametralmente diverse da quelle portate avanti dai governi che si sono susseguiti finora. Non serve buttare denaro pubblico nella TAV o sul ponte sullo stretto ma occorre spendere sulla sicurezza. Le passerelle strumentali e ciniche dei politicanti, in primis del presidente del consiglio Silvio Berlusconi sono qualcosa di disgustoso che hanno fatto irritare non poco i cittadini di Viareggio che lo hanno spontaneamente contestato. Cosi come all'Aquila il presidente del consiglio ha cercato di usare il dolore per i propri torna conto politici.

 

La città di Viareggio ha subito un duro colpo e a farne le spese sono stati come sempre lavoratrici e lavoratori italiani o stranieri che siano perché ad essere colpite sono state palazzine site in quartieri popolari. Teniamo inoltre a sottolineare, cosa che non sta facendo nessuno, come intorno alla linea ferroviaria ci fossero accampamenti di migranti non regolari. A causa dell'assenza di documenti, ovviamente queste persone non possono risultare nel conteggio dei dispersi.

 

 

*Sinistra Critica Viareggio*

Ultimo aggiornamento ( domenica 05 luglio 2009 )
 
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