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Dieci domande a Nichi Vendola
Scritto da Administrator   
domenica 25 luglio 2010
Il presidente della Regione Puglia si candida alle primarie del centrosinistra. Lo aveva già fatto, prima di lui, Fausto Bertinotti, per lanciare l'Unione nel 2006. Cosa è cambiato da allora?
1) Ti sei candidato alle primarie del centrosinistra. Lo aveva già fatto prima di te Fausto Bertinotti, con risultati non proprio incoraggianti. Certamente, le primarie in Puglia e la tua rielezione a Presidente offre diverse chance a questa iniziativa. In questo caso contribuiresti a ricreare uno schieramento di centrosinistra che va dalle ali più moderate del Partito democratico fino alla cosiddetta sinistra radicale (ammesso che l'Udc di Casini rimanga fuori). In termini non propriamente diversi dal 2006. Cosa è cambiato nel Pd, nell'Idv di Di Pietro, nel centrosinistra italiano da indurti a ripercorrere una strada che non ha prodotto grandi risultati e che, anzi, ha favorito il ritorno al governo di Berlusconi? Quali sono le novità che scorgi? Quale radicalità ha il Pd di Bersani che i Ds e la Margherita di Fassino e Rutelli non avevano?

2) Quella maggioranza di governo non ha certo brillato per un programma particolarmente innovativo e radicale. Ha varato una finanziaria “monstre” regalando miliardi su miliardi alle imprese; ha rispettato tutti i vincoli europei; ha aumentato le truppe italiane all'estero, ritirandole dall'Iraq ma inviandone di nuove in Libano e aumentando il contingente in Afghanistan. Qual è il tuo giudizio su quell'esperienza che, pure lontano dal Parlamento e dal governo, ti ha visto comunque protagonista di uno dei partiti cardine di quell'alleanza?

3) Il centrosinistra ha ormai sposato la linea militarista di invio delle truppe all'estero e di aumento delle spese militari. Addirittura, ci siamo trovati di fronte al paradosso di una sinistra più leale agli Usa e ai militari di quanto lo sia stato il centrodestra e Berlusconi. Quale sarebbe la tua posizione in materia? Ritireresti immediatamente le truppe dall'Afghanistan e dal Libano? Ridurresti significativamente le spese militari? Avvieresti un programma di riconversione dell'industria bellica?

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Gaza, guerra al futuro
Scritto da Administrator   
domenica 25 luglio 2010
Ancora bambini tra le vittime dell'ultima incursione israeliana, con uso di armi improprie

scritto per noi da
Vittorio Arrigoni 

"E' improvvisamente corsa dentro casa e si inginocchiata al centro del stanza dove stavamo tutti. Non avevamo capito fosse ferita, fino a quando non ha iniziato a vomitare fiotti di sangue dal naso e dalla bocca. I suoi fratelli erano immobili dinnanzi a lei, terrorizzati". 

Dopo il massacro della famiglia Abu Said, che settimana scorsa ha portato all'uccisione di una madre di cinque figli e il ferimento di altri tre civili, l'esercito israeliano ha esercitato ancora una volta l'uso di armi proibite contro la popolazione della Striscia di Gaza.

Secondo la ricostruzione basata sulle dichiarazioni dei testimoni, mercoledì 21 luglio, verso le ore 16, a Beit Hanun, guerriglieri della resistenza palestinese hanno cercato di respingere un'incursione di mezzi militari israeliani che avevano varcato di circa duecento metri il confine. Il fuoco israeliano ha immediatamente ucciso uno dei miliziani: Mohammed Hatem al-Kafarna, 23 anni, mentre un altro resistente, Qassem Mohammed Kamal al-Shanbari, di anni 20, è deceduto in ospedale per le ferite riportate. 
Non paghi di questo, un carro armato dell'Israel Defense Forces (Idf) ha sparato tre proiettili carichi di freccette in varie aeree di Beit Hanun danneggiando delle abitazioni e ferendo otto civili, fra i quali una donna e cinque bambini .

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Io li dimetto. Una campagna di Globalproject.info e Il Manifesto
Scritto da Administrator   
sabato 24 luglio 2010
22/7/2010

 

 

Una petizione per non tolleare l'intollerabile 

Sono passati pochi giorni dalle condanne in primo grado e in appello con cui il tribunale di Genova ha riconosciuto la colpevolezza degli alti funzionari e dell’allora capo della polizia, a vario titolo, per quei tragici avvenimenti. I condannati per i fatti della scuola Diaz, per il massacro, i pestaggi e la costruzione delle prove false contro le vittime, ricoprono a tutt’oggi incarichi delicatissimi nell’ambito della direzione effettiva degli apparati della polizia di stato e dei servizi segreti. Nonostante le condanne questi signori continuano ad esercitare le loro funzioni, e anzi, godono di protezioni trasversali della politica così evidenti, tanto da farli apparire come degli “intoccabili”, diversi da tutti davanti alla legge. Sempre in questo periodo il Generale dei carabinieri Giampaolo Ganzer, comandante del Ros ( Raggruppamento Operativo Speciale), protagonista nel dopo Genova nell’orchestrare inchieste ed arresti nei confronti degli attivisti politici di movimento, è stato condannato a Milano a quattordici anni di carcere per “associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga” ed altri reati. 

CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE

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La rivoluzione dell'acqua
Scritto da Administrator   
venerdì 23 luglio 2010
Un contributo di Marco Bersani - Attac Italia segnalato da FabioNews

Un milione e quattrocentomila donne e uomini che sottoscrivono i tre referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua rappresentano una piccola grande rivoluzione.

Come tale, provoca immediato spavento nei poteri forti e in un quadro politico-istituzionale non avvezzo all’idea che possa esistere una soggettività sociale capace di prendere parola e di progettazione autonoma. 

Un primo tratto di questa rivoluzione risiede nel fatto che sul tema dell’acqua si è ormai costituito, per la prima volta dopo decenni, un vero e proprio movimento nazionale di massa.

L’Italia, come ciascuno può intuire anche ad un’ osservazione superficiale, è un Paese tutt’altro che pacificato : decine di conflitti attraversano il mondo del lavoro, la società e le realtà territoriali.

Sono esperienze dotate spesso di una fortissima radicalità ma al contempo di altrettanta frammentazione.

Dentro questo contesto, il movimento per l’acqua si colloca come una fertile anomalia : estremamente reticolare e radicato nei territori, su questo humus ha saputo costruire e vivificare nel tempo –dalla legge d’iniziativa popolare alla campagna referendaria, passando per due grandi manifestazioni nazionali- una forte vertenza nazionale, capace di incidere sull’agenda politica del Paese.

Il secondo tratto risiede nel non negoziabile contrasto con il pensiero unico del mercato : dopo due decenni di egemonia della cultura dell’impresa sulla società e la vita delle persone, il movimento per l’acqua costruisce una mobilitazione densa non per ottenere qualche riduzione del danno, bensì per affermare la totale fuoriuscita dell’acqua e dei beni comuni –essenziali alla vita- dal gorgo delle Società per Azioni comunque delineate. E per affermarne la riappropriazione sociale e una gestione pubblica e partecipata dalle comunità locali.

O la Borsa o la vita, per dirla senza perifrasi.
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Honduras reintegrato nel SICA. Il Nicaragua protesta
Scritto da Administrator   
venerdì 23 luglio 2010

"Èstata una decisione assurda e ridicola",dice Ortega

Image

DanielOrtega durante l’intervento (Foto lavozdelsandinismo.com)


Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha considerato "assurda e ridicola" la decisione presa dagli altri paesi che compongono il Sica (Sistema di integrazione centroamericana), con la quale hanno sostenuto “formalmente e pienamente" il reintegro dell' Honduras a questo organismo regionale. 

Questa decisione è stata annunciata ieri (20/07) da parte del Presidente di El Salvador, Mauricio Funes, durante la chiusura della sessione di "Rilancio dell'integrazione regionale", che si è tenuta nella città di San Salvador. 

Nella"Dichiarazione Speciale sull'Honduras", i presidenti centroamericani, il vice presidente della Repubblica Dominicana e il vice primo ministro del Belize, hanno riconosciuto "l'impegno assunto dal presidente Porfirio Lobo, per garantire il rispetto delle istituzioni democratiche e dei diritti umani in Honduras". 

Hanno inoltre riconosciuto i progressi compiuti "per ristabilirel'ordine costituzionale" e il diritto dell'Honduras a esercitare in forma piena "i diritti e gli obblighi che il Sica gli attribuisce".

Il documento, che non comprendeva la firma delle autorità del Nicaraguache non hanno partecipato alla riunione, ha chiesto anche all'Osa(Organizzazione degli Stati Americani) di "accelerare erisolvere" il reintegro dell'Honduras in questa organizzazione. 

"Glialtri paesi dell'America centrale devono camminare al proprio ritmo, non possiamo aspettare i tempi di un'altro governo", ha detto il Presidente di El Salvador, che ha chiesto al Nicaragua di spiegare lapropria assenza.

 


Ultimo aggiornamento ( venerdì 23 luglio 2010 )
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LO SHOCK ECONOMY DELLA CRICCA
Scritto da Administrator   
venerdì 23 luglio 2010

Esce oggi Cricca Economy (Edizioni Alegre), libro di Manuele Bonaccorsi, Angelo Venti e Daniele Nalbone. Oltre al racconto dei fatti relativi a Bertolaso, Anemone, Balducci, piscine e massaggi, si avanza una tesi ripresa dalla teoria di Naomi Klein: il terremoto dell'Aquila è un tassello del capitalismo dei disastri e in questo senso era atteso. Per questo, quella notte, gli imprenditori interessati alla ricostruzione ridevano

Dall'introduzione del libro:

«Utilizzazione spregiudicata di un sistema di relazioni professionali e personali» nell’ambito di un «sistema di potere» nel quale, ai pubblici funzionari, «appare normale accettare e sollecitare utilità di ogni genere e natura da parte di imprenditori del settore delle opere pubbliche». La definizione più scientifica della “cricca”, cioè quel sistema di rapporti che hanno ruotato attorno alla Protezione civile diretta da Guido Bertolaso e che ha visto coinvolti, al di là di responsabilità penali ancora tutte da accertare, ministri e ex ministri – come Scajola o Lunardi – e addirittura importanti gerarchie vaticane, l’ha data la Corte di Cassazione quando ha deciso di trasferire il filone fiorentino delle inchieste a Roma. Un “sistema di potere” che si configura come una ragnatela, in cui i favori si intrecciano alla corruzione così da nascondere quest’ultima e mascherarla dietro appartamenti concessi gratuitamente, massaggi fisioterapici che assomigliano a frequentazioni poco morigerate, acquisti di case a “propria insaputa”, in un “burlesque” tipicamente italiano dove i personaggi ben presto si trasformano in maschere di sé stesse.

La “cricca” resterà nel linguaggio del nostro paese come riferimento a una stagione ambigua e grigia. Non siamo in presenza della possente solidità geometrica di Tangentopoli, quando la corruzione era l’ingranaggio essenziale del mantenimento in vita di un sistema economico, politico e sociale, cioè la Repubblica fuoriuscita dal dopoguerra e dall’ascesa del movimento operaio nel corso degli anni 70. Siamo piuttosto in presenza di una politica che non è più potere pubblico ma carriera privata e fonte di arricchimento; di un sistema imprenditoriale che cerca la strada più rapida per fare affari e profitti; di un vertice dello Stato privo di autorità e credibilità; di una “normalità” crescente dei fenomeni di corruttela soprattutto quando si mischiano a eventi di vita quotidiana; una crescente, e invisibile, influenza delle mafie. La “cricca” è un intreccio di tutti questi fenomeni, per questo motivo abbiamo scelto di rappresentarla tramite un Alfabeto, una legenda che descrivendo i ruoli e i comportamenti dei singoli personaggi (maschere di una rappresentazione tragicomica) cerchi di offrire una visuale di insieme. Allo stesso tempo, in questo libro verranno approfonditi alcuni degli elementi costitutivi della “cricca”: la Protezione Civile di Bertolaso, la ricostruzione e gli affari dell’Aquila, la vicenda Finmeccanica, i Mondiali di Nuoto, le cricche a venire che si annidano dietro la logica dei “grandi eventi”. E soprattutto cerchiamo di offrire una chiave di interpretazione che trascenda i singoli e specifici fatti ma che permetta di comprendere il carattere strutturale dei fatti che qui raccontiamo. Per questo facciamo ricorso alla teoria della Shock Economy propagandata efficacemente da Naomi Klein nel libro omonimo, un libro che abbiamo riletto dopo aver ascoltato le “risate” degli imprenditori alla notizia del terremoto e che abbiamo trovato di una sorprendente efficacia.

Fonte : Il Megafono Quotidiano

 

 
1 milione e 400 mila firme raccolte, è record
Scritto da Administrator   
giovedì 22 luglio 2010

Oggi, lunedì 19 luglio, il Comitato Promotore dei Referendum per l’acqua pubblica consegna oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione.

Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme.

La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile.

Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze.

Il prossimo appuntamento del popolo dell’acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l’assemblea dei movimenti per l’acqua.

www.acquabenecomune.org

Roma, 19 luglio 2010

 
PIAZZA ALIMONDA di Francesco Guccini
Scritto da Administrator   
mercoledì 21 luglio 2010
 
SPOT AND SHOOT
Scritto da Administrator   
martedì 20 luglio 2010
- DI JOHATHAN COOK -

Il nuovo “video game” israeliano. Soldatesse che uccidono tramite un telecomando


Si chiama Spot and Shoot (Identifica e Spara). Gli operatori si siedono di fronte ad un televisore così da poter controllare le azioni con un joystick stile PlayStation. 

Lo scopo: uccidere i terroristi.


Chi gioca: ragazze arruolate nell'esercito israeliano. Spot and Shoot, come viene chiamato dai militari israeliani, può sembrare un videogioco ma i personaggi che appaiono sullo schermo sono reali – palestinesi di Gaza - e possono essere uccisi premendo sul joystick.

Le soldatesse, situate più lontane in un centro operativo, hanno la responsabilità di puntare e sparare con delle mitragliatrici telecomandate installate sulle torri di controllo ogni cento metri lungo un recinto elettronico che circonda Gaza. 

Tale sistema è uno dei dispositivi più recenti di “uccisione a distanza” sviluppato dalla Rafael, azienda israeliana produttrice di armi, precedentemente dipartimento di ricerca di armi israeliano e ora ditta governativa a sé stante. 
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Acqua in movimento
Scritto da Administrator   
martedì 20 luglio 2010
Ripubblicizzare un bene comune

Questo libro tematizza la complessità legata al problema acqua, sia a livello locale che globale. L'autore affronta la crisi idrica planetaria e le politiche di privatizzazione portate avanti dalle corporations del settore e sostenute dalle grandi istituzioni internazionali (Fmi, Banca Mondiale, Wto), la storia della privatizzazione in Italia, le lotte e le mobilitazioni sociali che attraversano i continenti del sud del mondo. Per arrivare poi ad analizzare i percorsi di lotta nelle realtà territoriali del nostro paese, arrivando fino alla costituzione del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e alla campagna nazionale per una legge di iniziativa popolare per la pubblicizzazione dell'acqua.
Di particolare rilevanza l'analisi teorica sull'alternatività strutturale e non mediabile fra gestione privata e gestione pubblica dei servizi idrici, così come le proposte – risultato di un'ampia riflessione culturale e politica dell'autore – per una gestione pubblica fondata sulla partecipazione diretta delle comunità locali.
La nuova edizione del libro - uscita nel marzo 2010 - descrive la battaglia per i quesiti referendari per i quali sono state raccolte un milione e 400mila firme.


Autori: 
Marco Bersani, 47 anni, laureato in Filosofia, è Dirigente Comunale dei Servizi Sociali. Socio fondatore di Attac Italia, è membro del Consiglio Nazionale dell'associazione. Fra i portavoce del Genoa Social Forum nel luglio 2001, ha attivamente partecipato ai Forum Sociali Mondiali e fa parte del gruppo di continuità del Forum Sociale Europeo. Da sempre attivo nella lotta contro le privatizzazioni, è stato fra i promotori della Campagna europea e italiana contro la direttiva Bolkestein ed è attivo nella Rete Europea per i Servizi Pubblici e nel Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

Guglielmo Ragozzino è redattore de il manifesto e curatore dell'edizione italiana di Le monde diplomatique.

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autore/i :: 
 Marco Bersani
postfazione: 
 Guglielmo Ragozzino
prezzo: 
 10.00€
pagine: 
 128
ISBN: 
 9788889772157
data uscita: 
 06/2007
 
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