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Sembrerebbe un autunno di lotta, invece per chi come me, semplice delegato sindacale di luogo di lavoro, vive questa stagione, (di invasioni di campo! – vedi intervista a Guglielmo EPIFANI del Corriere della Sera del 31-10-2007),grande è la delusione e la richiesta di atti di onestà intellettuale e sindacale.
Nella ormai famosa intervista (sarà questo il modo dell’organizzazione di comunicare i cambi di linea?), Guglielmo EPIFANI lamenta appunto le incursioni della SINISTRA RADICALE (sic!!) in campo sindacale, dimentico di aver sostenuto nella consultazione per le pensioni “la necessità di non far cadere il Governo Prodi”.- “Salta il Banco” era stata l’espressione riportata dalle colonne di un quotidiano.
Proprio perché i lavoratori, le lavoratrici hanno bisogno di chiarezza, di essere sollevati dallo stato di angoscia che li attanaglia voglio provare, (saranno altri a giudicare se sono riuscito nell’intento) a sollevare un po’ di questioni di natura prettamente sindacali.
Da quando l’EURISPES ha pubblicato i dati sul potere d’acquisto e le retribuzioni a livello europeo, siamo ormai davanti solo alla Grecia ed al Portogallo, con tutto il rispetto per questi due popoli, ha dimostrato con i fatti che chi aveva contestato gli accordi di Luglio “91-“92-“93 aveva ragioni da vendere!!!
Legare gli aumenti salariali alla inflazione programmata è stato un colossale errore ed insieme una scelta sindacale di moderazione salariale, collaborativi, ancor più grave se si sposta il ragionamento alla fase storica della Globalizzazione, ma perfettamente coerente con chi già da molti anni ha deciso che “il salario è una variabile indipendente” dai rapporti di forza e di produzione dati.
Cerchiamo di capirci se l’inflazione reale viaggia intorno al 2% -3% (cifre ipotetiche) un rinnovo contrattuale recupera lo 1,50% ed addirittura questo rinnovo è valido per tre anni anziché due, ecco qua che il salario dei lavoratori resterà di gran lunga indietro rispetto ai costi reali della vita.
Fiscal drag –od altre proposte possono stare sul campo in quanto nel “populismo” ormai dilagante non si ragiona più nel merito dei tristi primati che hanno gli imprenditori italiani in campo di evasione fiscale ed elusione contributiva ?? Senza ragionare sul fatto che a pagare sono sempre i soliti (vedi aumento del prelievo diretto in busta paga). Anzi, tramite le finanziarie si sono elargiti ancora cifre incredibili alle imprese senza che queste dessero niente in contropartita!
Il ruolo antagonista ed unitario del sindacato è ormai una roba per “vecchietti nostalgici”ma la subalternità alle logiche d’impresa e di mercato che le stanno sostituendo anziché allargare il peso delle organizzazioni sindacali e soprattutto dei lavoratori,delle lavoratrici, hanno lasciato il posto al disincanto, alla sfiducia, il qualunquismo (Beppe Grillo ne è solo la punta emergente). Ormai quando il Sindacato Confederale apre una trattativa, i lavoratori si chiedono, “Questa volta cosa ci rimettiamo? Cosa ci tolgono?”
Il percorso all’indietro ci fa sembrare come quei figli di famiglie agiate che ereditato il Capitale, dai propri genitori, non hanno saputo far di meglio, che dissiparlo!!! Recentemente si sono avuti in 10 giorni 4 scioperi, manifestazioni nazionali, regionali, sembra quasi un autunno di lotta, dal pubblico impiego, alla scuola, in tutti i rami, ai metalmeccanici, il 14 novembre toccherà al commercio, dopo la giornata nazionale del 9 dei sindacati di base.
Categorie che si confrontano con datori di lavoro, imprese che continuano a fare fatturati altissimi, che godono di ottima salute, che hanno appunto anche ricevuto contributi consistenti dal Governo. E’ pensabile che i dirigenti nazionali dei sindacati maggiormente rappresentativi, UGL compresa, non abbiano imparato la lezione degli ORAZI E CURIAZI?
Il giochino della caduta del Governo in questo caso, c’entra poco, salvo la questione della scuola e dei pubblici dipendenti, ma in questi settori si tratta di decenza :NON SI POSSONO FIRMARE CONTRATTI CHE NON HANNO LA COPERTURA FINZIARIA NEL BILANCIO DELLO STATO!!!
Credo anche che l’argomentazione dell’autonomia delle categorie avrebbe fiato corto, dato che quando queste la esercitano come nel caso della F.I.O.M. le si chiede immediatamente se sono pronti a fare una scissione, se vogliono rompere la Confederalità? (Vedi sempre intervista al Corriere).
Una giornata di lotta, in difesa del CONTRATTO NAZIONALE, DELLA CONTRATTAZIONE NAZIONALE, sarebbe una cosa tanto strana?!
Non mi risulta che le dichiarazioni di BONANNI, Segretario Nazionale della CISL, (apparse sulle colonne dei media nazionali) abbiano trovato solerti censori, eppure il fatto che questo Signore a Capri, all’annuale Convegno dei giovani industriali di Confindustria abbia già avuto un abboccamento con MONTEZEMOLO ed abbiano convenuto che il prossimo passo sarà la riforma della Contrattazione Nazionale (cosi veniva riportato da vari giornali), non ha preoccupato nessuno dei vertici sindacali!! !?
Avranno anche concordato l’avvio di CABINE DI REGIA, (concertazione territoriale) come pure nella nostra Città si è potuto leggere sui giornali locali, senza che le R.S.U. fossero coinvolte o perlomeno informate?
Dovremmo forse ritornare alle GABBIE SALARIALI, (esistevano prima del “68), o come sostengono l’asse DAMIANO-CISL-CORRIERE DELLA SERA, al salario aziendale legato alla produttività?
Dobbiamo sempre aspettare LUGLIO perché altri decidano per noi e come toglierci qualcosa?
Altre proposte sono in campo: ripristino della scala mobile, abolizione della legge 30, sino alla richiesta del Congresso straordinario della C.G.I.L.. Questa proposta UNITARIA credo sia matura nella coscienza di tanti lavoratori,lavoratrici, come sia maturo il tempo di una controffensiva che parta dai luoghi di lavoro, dalle R.S.U. dalle minoranze della C.G.I.L., da quanti non arrivano alla terza settimana, da quanti precari non vedono un sindacato che li tutela, o sul posto di lavoro sono sempre più sotto ricatto. PROVIAMOCI.
SERGIO RUGGIERI – DELEGATO R.S.U. – S.A.F. JESI
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