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FUORI DALLA CRISI CON UN’ALTRA ECONOMIA |
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venerdì 03 settembre 2010 |
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sabato 4 settembre Sbilanciamoci! a Cernobbio per il contro-Forum
Prende il via l'ottava edizione del Forum "L'impresa un'economia diversa". Sabato 4 settembre, le organizzazioni della campagna Sbilanciamoci! si ritrovano a Cernobbio in un Forum alternativo a quello dello Studio Ambrosetti che vede la partecipazione dei top manager delle imprese e di molti esponenti del governo.
Al Forum della campagna Sbilanciamoci! parrtecipano i rappresentanti delle associazioni, dei lavoratori e dei precari, dei disoccupati, degli studenti, degli immigrati.
Previsto l'arrivo di rappresentanti di organizzazioni della società civile.
La campagna presenterà nel Forum alternativo un documento in 10 punti contro la crisi: una “contromanovra” in 30 miliardi di euro -raccolti attraverso una politica di giustizia fiscale e di tagli alla spesa militare e alle grandi opere- per garantire protezione sociale ai settori più colpiti dalla crisi e rilanciare un'economia diversa, fondata sulla qualità sociale e sulla sostenibilità ambientale.
Il Forum si svolgerà in due sessioni: una prima sessione si terrà a Cernobbio presso il Centro Civico Piazza Santo Stefano, dalle 10 fino alle 13.00; la seconda sessione si svolgerà a Como presso lo Spazio Gloria del Circolo Arci Xanadù, dalle 15,30 fino alle 18,30.
La giornata si concluderà con la consegna formale del documento alternativo agli organizzatori del workshop “ufficiale” dello Studio Ambrosetti.
In allegato il programma della giornata.
Per avere informazioni: www.sbilanciamoci.org -
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Campagna Sbilanciamoci! c/o Lunaria Via Buonarroti 39, Roma - +39068841880 www.sbilanciamoci.org
Aderiscono alla campagna Sbilanciamoci!
Aiab, Altreconomia, Antigone, Arci, Arci Servizio Civile, Arci Cultura e Sviluppo, Associazione Obiettori Nonviolenti, Associazione per la Pace, Beati i Costruttori di Pace, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Carta, CIPSI, Cittadinanzattiva, CNCA, Comunità delle Piagge Firenze, CTM Altromercato, Crocevia, Donne in nero, Emergency, Emmaus Italia, Fair, Finansol, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Gli Asini, Icea, Legambiente, LILA, Lunaria, Mani Tese, Movimento Consumatori, Nigrizia, Pax Christi, Rete degli Studenti, Terre des Hommes, UISP, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, Un Ponte per…, WWF |
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Vladimiro Giacchè: I presupposti economici dell'attacco alla Costituzione. |
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giovedì 02 settembre 2010 |
È necessario battere l’attacco reazionario della borghesia italiana. Ci sono tre cose da fare, tra loro strettamente legate: resistere; respingere l’attacco al welfare oggi in corso; rilanciare il ruolo dello Stato nell’economia
1. COMINCIAMO DALLA FINE
Cominciamo dalla fine: cioè dalla proposta di Tremonti di stravolgere l’art. 41 della Costituzione per favorire la libertà d’impresa e d’intrapresa. Vale la pena di farlo non soltanto per restare legati all’attualità, ma perché gli slogan con cui questo attacco è stato condotto ci dicono molto. L’opposizione è, da un lato, tra libertà (d’impresa), semplificazione, mercato; e, dall’altro: regolamentazione, procedure (“burocrazia”), presenza dello Stato/di un soggetto pubblico. Vale la pena di notare che in quest’ultimo attacco alla Costituzione troviamo i motivi di fondo di tutti gli attacchi alla Costituzione di questi anni, nonché ai presidi legali a difesa degli interessi dei lavoratori. Libertà contro regolamentazione: le polemiche contro i “lacci e lacciuoli” di Guido Carli. Semplificazione contro la pesantezza di procedure “burocratiche”: non è questa la parola d’ordine di tutte le (contro) riforme elettorali, che hanno fatto del nostro sistema elettorale e parlamentare un sistema che è ormai da tempo a -o meglio anti- Costituzionale? Dal proporzionale puro sino al porcellum, passando per le varie leggi maggioritarie, ma anche i regolamenti parlamentari antiostruzionismo e l’abuso della decretazione d’urgenza (che come ha detto Agamben ha reso da tempo la nostra una “Repubblica … non più parlamentare, ma governamentale” [1], sino all’attuale sua generalizzazione di fatto. Tutto questo è stato fatto in nome della semplificazione, della rapidità decisionale e dell’efficienza. E, infine, mercato contro Stato: non è questo il sigillo che reca l’introduzione del concetto di sussidiarietà nel nostro ordinamento e più in generale l’idea che il pubblico debba essere residuale (quindi fine dell’economia mista ecc)? Se poi allarghiamo lo sguardo ad altri Paesi europei, troviamo in fondo cose non tanto diverse da queste. Il concetto aziendale di governance impresta la sua logica apparentemente efficientistica e realmente autoritaria all’ambito politico un po’ ovunque, e non da oggi. Ma restiamo in Italia.
Tutto questo va avanti (ossia il nostro Paese va indietro) da almeno 30 anni. Da quegli anni Ottanta che si aprono idealmente a) con la sconfitta operaia alla Fiat (1980); b) con la scoperta della loggia P2 (1981); c) e, non molto più tardi (1983), con la prima commissione bicamerale per riformare la Costituzione.
Nello stesso 1980 Reagan viene eletto presidente degli Stati Uniti e ha inizio il trionfo ideologico del liberismo, ma anche quel brave new world della finanza e del credito che in poco meno di 30 anni porterà il valore degli asset finanziari mondiali, da un valore pressoché pari al va - lore del Pil mondiale, a qualcosa come il 360% di quella cifra. La conclusione convulsiva di questa fase la stiamo vivendo dal 2007 ad oggi. La traiettoria da osservare dovrebbe essere almeno questa. |
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Messico, narcos e violenza: ucciso il sindaco di Hidalgo, cittadina nei pressi del confine Usa |
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lunedì 30 agosto 2010 |
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Continuano i morti legati alla strage dei clandestini. Non è bastato l'arresto del leader de Los Zetas, il gruppo sospettato di essere dietro la mattanza La strage compiuta dai cartelli dei narcos in Messico sembra essere senza fine. In particolare, negli ultimi giorni, continua ad aggravarsi il bilancio degli omicidi legati alla mattanza dei clandestini, 72 migranti massacrati nello stato di Tamaulipas, al confine con il Texas. Ieri sera ora messicana è stato freddato da sicari il sindaco di Hidalgo, cittadina della medesima zona. Lo riferiscono fonti giudiziarie. Si tratta di Leal Garcia, 46 anni, che viaggiava in auto con la figlia di appena 4 anni, che versa in gravi condizioni per i numerosi colpi di arma da fuoco sparati all'impazzata contro la vettura. Non è il primo episodio che vede coinvolto il sindaco di questo centro di 25mila anime. Anche il predecessore di Garcia è rimasto vittima di un attentato che lo ha ridotto in fin di vita. Così, non è bastato l'arresto del leader del cartello de Los Zetas, il gruppo paramilitare ritenuto responsabile della strage dei "sin papel", a scoraggiare il gruppo. L'arresto - hanno riferito fonti ufficiali - è avvenuto nella città industriale di Monterrey, capitale del Nuevo Leon, frontiera con gli Stati Uniti. Il ministero della Difesa ha precisato che Juan Francisco Zapata Gallegos detto 'El Billy' o 'El Pelon' è stato arrestato venerdì scorso, a seguito di una denuncia anonima.
Ma gli episodi oscuri legati a questa tragica storia non si esauriscono qua. Il pubblico ministero Javier Suárez Vázquez, che aveva dato il via alle indagini sui corpi dei 72 migranti ritrovati lo scorso 25 agosto e che aveva ordinato il trasferimento dei cadaveri nella capitale messicana, è scomparso, il giorno dopo il massacro. Insieme a lui si sono perse anche le tracce di un poliziotto di cui ancora non è stata rivelata l'identità. La magistratura ha aperto un'inchiesta sul caso, ha affermato il procuratore della Giustizia Jaime Rodriguez. I media messicani hanno pubblicato la notizia dell'omicidio del pm, non ancora confermata dalla Procura. Finora infatti non si conosco le ragioni della sua scomparsa, anche se è alta la probabilità che sia legata alle indagini sui migranti. Nei giorni passati altri episodi di violenza hanno travolto Taumaulipas: la notte di giovedi un'autobomba è esplosa di fronte alla sede dell'emittente Televisa di Ciudad Victoria, senza causare vittime. All'alba di venerdi un altra bomba è esplosa di fronte al Municipio della stessa città senza provocare alcun ferito. "E' chiaro che la violenza sta aumentando sempre di più, e che a lungo termine aumenterà", ha affermato il presidente Felipe Calderon. |
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Incontro nazionale dei volontari di EMERGENCY |
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lunedì 30 agosto 2010 |
| Ora | 07 settembre alle ore 18.00 - 12 settembre alle ore 18.00 | | | Luogo | Firenze Fiera Fiera, Piazza Adua 1 Firenze, Italy | | | Creato da | | | | Maggiori informazioni | Da 7 al 12 settembre, diamo appuntamento a tutti a Firenze per il 9° Incontro Nazionale di Emergency: incontri, mostre fotografiche, spettacoli e conferenze per raccontare Emergency. Sei giorni per stare insieme - volontari, sostenitori, personale medico, amici e simpatizzanti -, per vedere, capire e confrontarsi. Filosofi, giornalisti, intellettuali, scrittori, artisti e musicisti sono nuovamente chiamati a raccolta per discutere del lavoro di Emergency e soprattutto dei valori e dei principi che lo ispirano. Parleremo di guerra, ma anche di salute, uguaglianza, democrazia, informazione; parleremo non solo del "cosa", ma anche e soprattutto del "come" e del "perché". ---------------------------------------------------------------- Saranno con noi nell'edizione 2010: Stefano Bollani, David Riondino, Marco Paolini, Lorenzo Monguzzi, Bebo Storti, Renato Sarti, Fabio Fazio, Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Fiorella Mannoia, Serena Dandini, Dario Vergassola, Lella Costa, Antonio Albanese, Neri Marcoré, Patti Smith, Casa del Vento, Samuele Bersani. Interventi di Gino Strada, Danilo Zolo, Nicolai Lilin, Jean Ziegler, Massimo Fini, Arturo di Corinto, Stefano Rodotà, Riccardo Luna, Marco Revelli | |
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SFUGGIRE ALLA TRAPPOLA DEL DEBITO SOVRANO |
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lunedì 30 agosto 2010 |
DI ELLEN BROWN webofdebt.wordpress.com
L’attuale crisi del credito è sostanzialmente una crisi del capitale: in un periodo in cui le banche sono carenti del capitale necessario per garantire i prestiti erogati, vengono innalzati i requisiti sul capitale. Quasi un secolo fa, la Commonwealth Bank of Australia dimostrò che le banche, in realtà, non hanno bisogno di capitale per erogare prestiti – fintanto che il loro credito viene garantito dal governo. Denison Miller, il primo governatore della banca, amava dire che la banca non aveva bisogno di capitale perché “è garantita dalla ricchezza e dal credito dell’Australia intera”. Con nient’altro che questo potere del credito nazionale, la Commonwealth Bank finanziò sia enormi progetti infrastrutturali che la partecipazione del paese alla Prima Guerra Mondiale.
Il presidente John Adams viene citato per aver detto: “Ci sono due modi per conquistare e schiavizzare una nazione. Uno è con le spade, l’altro è con il debito”. Oggi le maggiori conquiste avvengono sul campo di battaglia del debito, una guerra che sta imperversando a livello globale. Il debito costringe i cittadini a cadere nella schiavitù finanziaria nei confronti delle banche e costringe i governi a cedere la sovranità ai creditori, che alla fine sono banche private, artefici di tutto il denaro non in contanti odierno. In Gran Bretagna, dove la Banca d’Inghilterra è di proprietà del governo, il 97% dell’offerta monetaria viene emessa privatamente dalle banche sotto forma di prestiti. Negli Stati Uniti, dove la banca centrale è di proprietà di un consorzio privato di banche, la percentuale è addirittura maggiore. La Federal Reserve emette Banconote della Federal Reserve (vale a dire banconote di dollari) e le presta alle altre banche, che a loro volta le prestano ad interesse ai cittadini, alle imprese, ai governi locali e al governo federale. |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 30 agosto 2010 )
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PADRONI E LAVORATORI : APPLICATE LA COSTITUZIONE |
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lunedì 30 agosto 2010 |
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di Diego Novelli Non è una boutade la nostra, ma una proposta seria anche se provocatoria. A seguito della vicenda Fiat-Melfi che ha visto tre operai licenziati perché scioperavano, dopo la sentenza della magistratura che li ha reintegrati, dopo il rifiuto della Fiat di rispettare il giudizio del magistrato del lavoro, abbiamo avuto l'exploit di Marchionne al raduno di Comunione e Liberazione di Rimini subito proclamato cavaliere senza macchia e senza paura. La sintesi del discorso dell'amministratore delegato della Fiat è questa: 1) io ho sempre ragione; 2) è finito il tempo della guerra tra padroni e operai; 3) ci vuole un patto sociale tenendo conto però del quadro internazionale che impone anche scelte dolorose. Prendiamo sul serio i punti 2 e 3 anche perché, ci scusi Marchionne, c'era già Mussolini che aveva sempre ragione e sappiamo dove ha trascinato l'Italia e che fine abbia fatto. Riteniamo che gli operai non pratichino come sport la guerra ai padroni anche perché fare sciopero costa. Hanno solo la pretesa di difendere i loro diritti acquisiti ed il rispetto dei contatti e delle leggi. |
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Tariffe, l'allarme dei consumatori: "In arrivo stangata da 1.118 euro a famiglia" |
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venerdì 27 agosto 2010 |
Roma - (Adnkronos) Aggiornamento del 27-08-2010
Roma, 24 ago. (Adnkronos) - Al rientro dalle vacanze, nuovi aumenti attendono le famiglie italiane. E' quanto emerge da un'analisi dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, secondo il quale la crescita di prezzi e tariffe per il 2010, aggiornata alla luce degli ultimi andamenti, comportera' per le famiglie italiane un aggravio di ben 1.118 euro rispetto allo scorso anno. Aumenti che, a giudizio di Federconsumatori e Adusbef, si inquadrano nel piu' ampio capitolo di spesa delle famiglie che nella ripresa autunnale dovranno fare i conti con i costi scolastici ed i costi relativi al mantenimento della casa, a partire dalla voce riscaldamento.
''Tutto cio' comportera' inevitabilmente un nuovo abbattimento del potere di acquisto delle famiglie, gia' duramente provato dalla grave crisi che il Paese sta attraversando da molto tempo, e dalle manovre economiche inique e sbagliate'', affermano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti presidenti delle due associazioni. Guardando ai dati relativi alla contrazione del potere di acquisto delle famiglie ''emerge chiaramente la drammaticita' della situazione: dal 2007 al 2010 la caduta e' stata di ben il 9,6%'', rilevano ancora Trefiletti e Lannutti indicando come ''indispensabile agire con determinazione avviando un processo di detassazione per le famiglie a reddito fisso ed operando un vero e proprio blocco di prezzi e tariffe''. Ecco, di seguito, la tabella degli aumenti secondo le previsioni dell'Osservatorio: ASSICURAZIONE AUTO..................159 euro TARIFFE AEREE E AEROPORTUALI.....65 euro TARIFFE AUTOSTRADALI.................60 euro RICORSO MULTE E CONTENZIOSI.....55 euro TARIFFE GAS...............................107 euro TARIFFE ACQUA.............................19 euro TARIFFE RIFIUTI.............................38 euro SERVIZI BANCARI...........................30 euro MUTUI..........................................65 euro CARBURANTI...............................120 euro TARIFFE ELETTRICHE.............meno 15 euro TRENI...........................................65 euro AUMENTO ADDIZIONALI LOCALI.......60 euro TRASPORTO PUBBLICO LOCALE........32 euro DERIVATI DEL PETROLIO.................82 euro RISCALDAMENTO..........................140 euro SCUOLA E LIBRI.............................36 euro Totale.......................................1.118 euro |
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ASSEMBLEA COORDINAMENTO CITTADINO "ACQUABENECOMUNE"-JESI |
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mercoledì 25 agosto 2010 |
| Ora | 02 settembre · 21.30 - 23.30 | | | Luogo | SEDE ARCI-JESI- P.ZA FEDERICO II N.4-DUOMO Jesi, Italy | | | Creato da | | | | Maggiori informazioni | ALLA RIUNIONE SARA' PRESENTE EVASIO CIOCCI -COORDINATORE REGIONALE COMITATI -PREPARAZIONE ASSEMBLEA NAZIONALE - PROPOSTE INIZIATIVE - DOCUMENTI ATO- | |
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C’è la crisi, non per i profitti |
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martedì 24 agosto 2010 |
Utili record nei bilanci aziendali, italiani e internazionali, dei primi sei mesi del 2010. Un semestre in cui non si è creato nemmeno un posto di lavoro C’è la crisi, l’occupazione è in sofferenza, le imprese sono costrette a ristrutturare e a rivedere piani strategici ma i profitti non mancano. Le imprese rivedono l’utile e spesso è un utile rilevante. Lo si desume andandosi a spulciare i dati delle “semestrali“, cioè i dati di bilancio dei primi sei mesi dell’anno che le aziende quotate in borsa rendono noti al pubblico per convincerlo a investire. E dalla disamina che ne abbiamo fatto il dato è chiaro e lampante, per le principali imprese italiane, tranne qualche eccezione come vedremo, gli affari vanno bene, la crisi sembra solo un problema di dimensioni ma nell’immediato il nero è il colore che si staglia in calce ai bilanci. Certo, non tutti brindano come la società Autogrill che registra un aumento degli utili dell’81,6% in sei mesi, ci sono anche i titoli del settore cementiero, come Buzzi Unicem o Italcementi che sono in difficoltà con flessioni dell’87,4% il primo e -35% il secondo. Però una società come Fiat, nota per la sua volontà di ristrutturare non solo l’azienda ma anche il sistema contrattuale e le relazioni sindacali, vede gli utili assestarsi a + 92 milioni di euro a fronte del rosso di 590 milioni dell’anno scorso. La società concessionaria delle autostrade, Atlantia, registra un +5,5% che sembra poca cosa e che poggia anche sul rincaro delle tariffe. A2A, società di utilities che fa affari con l’acqua di Milano e Brescia registra un balzo dell’utile netto pari all’87% anche se i ricavi crescono solo dell’1,7%. Interessante notare anche cosa accade nel settore maggiormente colpito dalla crisi finanziaria, banche e assicurazioni: Generali segna un + 73% mentre Unicredit si muove intorno a un utile semestrale di circa 800 milioni di euro che gli analisti prevedono possa toccare l’1,8 miliardi alla fine dell’anno. |
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