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Cannes, Guzzanti show
Scritto da Administrator   
venerdì 14 maggio 2010

Sabina Guzzanti presenta al festival francese il suo Draquila e ne approfitta per attaccare frontalmente Berlusconi - "con lui si rischia una dittatura mediatica" - e Guido Bertolaso. E a Sandro Bondi, che ha disertato il festival dice: "Gli manderemo una cassa di champagne"

(Ansa) - Sabina Guzzanti, a dispetto dell'abito-sottoveste rosa ciclamino, è una guerrigliera. Non c'è che dire. Presentatasi puntualmente stamani alle 11 a Cannes all'incontro con la stampa italiana ha replicato a tutte le domande dei giornalisti ribadendo sostanzialmente le tesi del suo documentario "Draquila. L'Italia che trema". Ma aggiungendo anche qualcosa in più della sua visione dell'Italia, ormai - secondo lei - verso una deriva di dittatura mediatica, e con tanto di protezione civile come «braccio armato». La parola più pronunciata da lei? Costituzione. Il suo nemico principale? Berlusconi. Le accuse che più l'anno colpita? «Ormai arrivano a dire che sono posseduta dal demonio». A Berlusconi, che afferma la libertà di pensiero in Italia dove nella tv pubblica è proprio lui il principale bersaglio di tanti programmi replica: «Lo sanno tutti come funzionano le cose in tv in Italia. Per affermare questo ci vogliono i fatti che vanno poi anche argomentati. 

Se lui vuole la Repubblica presidenziale è senz'altro un suo diritto, ma per averla non continui a inquinare il Parlamento con i suoi fisioterapisti e sovvertendo i principi costituzionali. Altro che - ha concluso la regista - questa si chiama eversione e colpo di Stato». Al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, che ha dato forfait al festival proprio per prendere distanze dal suo film, invece vorrebbe offrire una cassa di champagne. «Mi sono detta, se sono intelligenti fanno finta di niente vedendo Draquila. 

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PARTENZA PERUGIA-ASSISI
Scritto da Administrator   
martedì 11 maggio 2010
   
Data:
domenica 16 maggio 2010
Ora:
7.30 - 18.30
Luogo:
PORTA VALLE -STAZIONE CORRIERE-JESI-ORE 8 GIARDINI FABRIANO
   
   
Ultimo aggiornamento ( martedì 11 maggio 2010 )
 
Cgil: la svolta c’è. A destra
Scritto da Administrator   
lunedì 10 maggio 2010

News imageSeguiamo sempre con particolare interesse i fatti del movimento sindacale italiano. Ed in modo speciale ciò che si muove dentro la più grande e prestigiosa delle organizzazioni dei lavoratori, la Cgil, che ha appena concluso i lavori del suo XVI congresso. 


Quest’attenzione, mista a speranza, dipende dalla convinzione che lì resiste ancora un punto di coagulo del lavoro proletario potenzialmente capace di produrre azione collettiva, conflitto sociale e consapevolezza di sé: come classe e - almeno nelle espressioni più mature - come soggetto politico. Non è cosa trascurabile, nello scenario cupamente degenerativo della politica e nello zoppicante barcamenarsi della sinistra italiana. Eppure, l’accumulo di temi, di domande e problemi irrisolti che reclamavano un serio sforzo di elaborazione non hanno per nulla trovato, nel semestre di dibattito precongressuale e, soprattutto, nel suo esito finale, una risposta convincente. 


Era necessario un cambio di rotta e di passo, tale da sottrarre la Cgil ad una politica traccheggiante, che da un lato l’ha vista rifiutare la firma dell’accordo capestro sul modello contrattuale sottoscritto da Cisl, Uil, Ugl con Confindustria, senza dall’altro trovare la forza di imboccare con determinazione la strada dell’autonomia rivendicativa, lasciando che ogni categoria - con l’eccezione dei metalmeccanici - gestisse in proprio una linea di sostanziale rientro nei ranghi. 
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"Io bevo Uliveto" - "Io bevo Rocchetta" - "Io bevo dalla fontana"
Scritto da Administrator   
lunedì 10 maggio 2010
 
JESI - TUTTE LE SERE DAL 6 AL 9 MAGGIO -
Scritto da Administrator   
sabato 08 maggio 2010
LA DOMENICA ANCHE IL MATTINO, LUNGO C.SO MATTEOTTI, DI FRONTE AL MONUMENTO A 
PERGOLESI - BANCHETTI PER LE FIRME-

La mappa delle firme raccolte rispetto all'obiettivo finale, regione per regione

MAPPAREGIONI6maggio

Ultimo aggiornamento ( sabato 08 maggio 2010 )
 
Congresso Cgil, niente sintesi unitaria. La minoranza vota "no"
Scritto da Administrator   
sabato 08 maggio 2010
di Felicia Masoccotutti gli articoli dell'autore

Una sintesi unitaria non c’è, il congresso della Cgil finirà oggi con il voto contrario della minoranza sul documento politico e un voto unitario sul programma «fondamentale», cioè sui principi e i valori della Cgil. Non verrà presentata nessuna mozione alternativa a quella di Epifani, ma questo non è sufficiente a dare al XVI congresso quella conclusione comune che in tanti auspicavano. Anche se la forma non è quella della contrapposizione, la divisione nel sindacato è evidente. «È un congresso di rottura», arriva a dire il leader di Rete 28 aprile, Giorgio Cremaschi.

Per tutta la giornata si erano rincorse molte voci su come sarebbe andata a finire, soprattutto dopo l’intervento di Carlo Podda, esponente della minoranza, che sembrava segnare un avvicinamento alla maggioranza. La decisione sul da farsi è arrivata in serata. «Da domani sarà molto più difficile lavorare all'unità» è il commento a caldo di autorevoli esponenti della prima mozione. Finisce così il giorno del confronto interno, il momento di tirare le somme dopo mesi di dialettica e scontri. Uno dopo l’altro sono intervenuti al Palacongressi di Rimini esponenti dei due documenti. La maggioranza marcia compatta, la minoranza era sembrata meno coesa dell'inizio. Ma poi, come si è visto in serata si è ricompattata sulla decisione di votare contro al documento politico e di accompagnarlo con una dichiarazione. Nel pomeriggio si era discusso, in plenaria, lo statuto cioè le regole interne della Cgil. Un confronto non facile, si è vista una contrapposizione diretta tra il segretario Fiom Gianni Rinaldini e il segretario generale Guglielmo Epifani. L’oggetto è un emendamento proposto dalla Fiom, con il quale si voleva dare la possibilità agli organismi dirigenti delle categorie di «deliberare» sugli accordi interconfederali e, solo successivamente e in modo conclusivo, il direttivo confederale definiva la posizione sugli stessi accordi. L’emendamento è stato bocciato: «Fatto grave» per Rinaldini. E, secondo alcuni delegati, sarebbe stato questo episodio a ricompattare la minoranza. 

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Superate le 250mila firme
Scritto da Administrator   
mercoledì 05 maggio 2010

Il fine settimana del 24 e 25 aprile è iniziata in tutta Italia la raccolta firme per i referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua. In centiania di piazze italiane sono stati allestiti i banchetti che hanno raccolto, in 8 giorni, 250mila firme. Anche il finesettimana del Primo maggio è stata ovunque una festa di acqua e di democrazia.  La raccolta continua fino alla prima settimana di luglio, obiettivo 750mila. Qui trovate la mappa.

 

I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo lnel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti. Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.

Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.

Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.


Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.

Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.

Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.

Per conservarlo per le future generazioni.

Perchè tre referendum sull’acqua

Il costituendo Comitato Promotore

I referenti territoriali della campagna referendaria

I materiali per la raccolta firme

Leggi la relazione introduttiva ai quesiti referendari

Perché si scrive acqua ma si legge democrazia

 
Sbilanciamoci: le cifre su precarietà, disoccupazione, disuguaglianza e povertà
Scritto da Administrator   
martedì 04 maggio 2010
News imagePer definire e monitorare la qualità del contesto economico e sociale, la campagna Sbilanciamoci! ha costruito un indicatore sintetico che restituisce un quadro sulle condizioni lavorative e di redistribuzione del reddito delle regioni italiane. Questo indicatore fa parte del set utilizzato nella costruzione del QUARS, e considera quattro dimensioni che rivestono un ruolo particolarmente importante per la qualità dello sviluppo in un territorio: precarietà del lavoro, disoccupazione, povertà e disuguaglianza. "Sono quattro variabili strettamente connesse al contesto economico regionale e che descrivono efficacemente situazioni di esclusione sociale" - sottolineano i ricercatori di Sbilanciamoci! 

L’indice di precarietà di Sbilanciamoci! è costruito in maniera molto semplice: parte dalla somma di tutti i contratti di collaborazione a progetto e coordinata e continuativa, di tutti gli interinali e di tutte le unità di lavoro in nero (non si può parlare di lavoratori perché ogni lavoratore può avere più contratti co.pro., oppure più lavori in nero), somma che viene poi rapportata alla grandezza della forza lavoro delle regione, ovvero del numero di persone che partecipano al mercato del lavoro. Tra le diverse componenti dell’indice di precarietà quella che pesa di più sul risultato finale è sempre il lavoro irregolare. (vedi file completo a fondo pagina) 


Ultimo aggiornamento ( martedì 04 maggio 2010 )
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RACCOLTA FIRME "ACQUA BENE COMUNE"
Scritto da Administrator   
lunedì 03 maggio 2010
giovedì 6 maggio 2010 alle ore 17.30
Fine:
domenica 9 maggio 2010 alle ore 20.30
Luogo:
JESI-CENTRO
Via:
CORSO MATTEOTTI-DAVANTI STATUA PERGOLESI
Città/Paese:
Jesi, Italy
 
Nicaragua: 1° Maggio con benefici sociali per lavoratori e lavoratrici
Scritto da Administrator   
lunedì 03 maggio 2010
In risposta all'insistente campagna di disinformazione dell'opposizione, il governo sandinista
annuncia aumenti salariali e misure sociali con fondi Alba 

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ommemorazione del 1 Maggio a Managua (Foto CCC)

L'atto centrale per commemorare il 1° Maggio in Nicaragua si è trasformato negli ultimi anni in un'attività istituzionale, alla quale partecipano le principali federazioni e confederazioni sindacali vicine al governo sandinista e la cittadinanza in generale. Molti sono i giovani, con le loro bandiere, striscioni e slogan, ballando e cantando le canzoni della Rivoluzione sandinista ed i temi storici della lotta dei popoli latinoamericani.  
  
Un pomeriggio di allegria durante il quale la gente non si aspetta grandi annunci da parte del presidente Daniel Ortega, bensì un momento per sentirsi parte di un progetto e di un processo in evoluzione, nonostante la complicata crisi politica ed economica che attraversa il paese e che continua a destare una certa preoccupazione.  
  
Questo 1° Maggio è stato però diverso. Un finale inatteso che probabilmente quasi nessuna delle decine di migliaia di persone che sono accorse all'evento si aspettava.  
  
Non è stato dato spazio, come sempre accade, ai discorsi e proclami dei principali dirigenti sindacali, abituati ad arringare le masse. Solo il Presidente del Nicaragua ha parlato e l'ha fatto andando direttamente al punto. L'attività, che si è svolta nella ribattezzata Piazza delle Vittorie, sulla Carretera a Masaya, vero cuore commerciale di Managua, è infatti durata meno di un'ora
 
Dopo avere fustigato le nuove politiche di "dominazione e oppressione" implementate dai governi degli Stati Uniti e dell'Unione Europea, attraverso l'imposizione di Tlc (Trattati di libero commercio) o Ada (Accordi di associazione) per i quali "non vogliono dialogare, bensì farti sedere e obbligarti ad accettare le loro proposte", il presidente Ortega ha annunciato importanti aumenti salariali.

All'interno di quello che ha denominato "uno spirito di restituzione dei diritti", il governo consegnerà un extra mensile indicizzato di 529 córdobas (25 dollari) a partire dal mese di maggio, che raddoppierà in dicembre integrandolo alla tredicesima, a circa 120 mila lavoratori e lavoratrici dei settori dell'educazione, sanità, polizia, esercito ed altri enti pubblici.  
  
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