|
|
|
Honduras reintegrato nel SICA. Il Nicaragua protesta |
|
Scritto da Administrator
|
|
venerdì 23 luglio 2010 |
"Èstata una decisione assurda e ridicola",dice Ortega 
DanielOrtega durante l’intervento (Foto lavozdelsandinismo.com)
Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha considerato "assurda e ridicola" la decisione presa dagli altri paesi che compongono il Sica (Sistema di integrazione centroamericana), con la quale hanno sostenuto “formalmente e pienamente" il reintegro dell' Honduras a questo organismo regionale. Questa decisione è stata annunciata ieri (20/07) da parte del Presidente di El Salvador, Mauricio Funes, durante la chiusura della sessione di "Rilancio dell'integrazione regionale", che si è tenuta nella città di San Salvador. Nella"Dichiarazione Speciale sull'Honduras", i presidenti centroamericani, il vice presidente della Repubblica Dominicana e il vice primo ministro del Belize, hanno riconosciuto "l'impegno assunto dal presidente Porfirio Lobo, per garantire il rispetto delle istituzioni democratiche e dei diritti umani in Honduras". Hanno inoltre riconosciuto i progressi compiuti "per ristabilirel'ordine costituzionale" e il diritto dell'Honduras a esercitare in forma piena "i diritti e gli obblighi che il Sica gli attribuisce". Il documento, che non comprendeva la firma delle autorità del Nicaraguache non hanno partecipato alla riunione, ha chiesto anche all'Osa(Organizzazione degli Stati Americani) di "accelerare erisolvere" il reintegro dell'Honduras in questa organizzazione. "Glialtri paesi dell'America centrale devono camminare al proprio ritmo, non possiamo aspettare i tempi di un'altro governo", ha detto il Presidente di El Salvador, che ha chiesto al Nicaragua di spiegare lapropria assenza.
|
|
Ultimo aggiornamento ( venerdì 23 luglio 2010 )
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
LO SHOCK ECONOMY DELLA CRICCA |
|
Scritto da Administrator
|
|
venerdì 23 luglio 2010 |
Esce oggi Cricca Economy (Edizioni Alegre), libro di Manuele Bonaccorsi, Angelo Venti e Daniele Nalbone. Oltre al racconto dei fatti relativi a Bertolaso, Anemone, Balducci, piscine e massaggi, si avanza una tesi ripresa dalla teoria di Naomi Klein: il terremoto dell'Aquila è un tassello del capitalismo dei disastri e in questo senso era atteso. Per questo, quella notte, gli imprenditori interessati alla ricostruzione ridevano Dall'introduzione del libro: «Utilizzazione spregiudicata di un sistema di relazioni professionali e personali» nell’ambito di un «sistema di potere» nel quale, ai pubblici funzionari, «appare normale accettare e sollecitare utilità di ogni genere e natura da parte di imprenditori del settore delle opere pubbliche». La definizione più scientifica della “cricca”, cioè quel sistema di rapporti che hanno ruotato attorno alla Protezione civile diretta da Guido Bertolaso e che ha visto coinvolti, al di là di responsabilità penali ancora tutte da accertare, ministri e ex ministri – come Scajola o Lunardi – e addirittura importanti gerarchie vaticane, l’ha data la Corte di Cassazione quando ha deciso di trasferire il filone fiorentino delle inchieste a Roma. Un “sistema di potere” che si configura come una ragnatela, in cui i favori si intrecciano alla corruzione così da nascondere quest’ultima e mascherarla dietro appartamenti concessi gratuitamente, massaggi fisioterapici che assomigliano a frequentazioni poco morigerate, acquisti di case a “propria insaputa”, in un “burlesque” tipicamente italiano dove i personaggi ben presto si trasformano in maschere di sé stesse.
La “cricca” resterà nel linguaggio del nostro paese come riferimento a una stagione ambigua e grigia. Non siamo in presenza della possente solidità geometrica di Tangentopoli, quando la corruzione era l’ingranaggio essenziale del mantenimento in vita di un sistema economico, politico e sociale, cioè la Repubblica fuoriuscita dal dopoguerra e dall’ascesa del movimento operaio nel corso degli anni 70. Siamo piuttosto in presenza di una politica che non è più potere pubblico ma carriera privata e fonte di arricchimento; di un sistema imprenditoriale che cerca la strada più rapida per fare affari e profitti; di un vertice dello Stato privo di autorità e credibilità; di una “normalità” crescente dei fenomeni di corruttela soprattutto quando si mischiano a eventi di vita quotidiana; una crescente, e invisibile, influenza delle mafie. La “cricca” è un intreccio di tutti questi fenomeni, per questo motivo abbiamo scelto di rappresentarla tramite un Alfabeto, una legenda che descrivendo i ruoli e i comportamenti dei singoli personaggi (maschere di una rappresentazione tragicomica) cerchi di offrire una visuale di insieme. Allo stesso tempo, in questo libro verranno approfonditi alcuni degli elementi costitutivi della “cricca”: la Protezione Civile di Bertolaso, la ricostruzione e gli affari dell’Aquila, la vicenda Finmeccanica, i Mondiali di Nuoto, le cricche a venire che si annidano dietro la logica dei “grandi eventi”. E soprattutto cerchiamo di offrire una chiave di interpretazione che trascenda i singoli e specifici fatti ma che permetta di comprendere il carattere strutturale dei fatti che qui raccontiamo. Per questo facciamo ricorso alla teoria della Shock Economy propagandata efficacemente da Naomi Klein nel libro omonimo, un libro che abbiamo riletto dopo aver ascoltato le “risate” degli imprenditori alla notizia del terremoto e che abbiamo trovato di una sorprendente efficacia. Fonte : Il Megafono Quotidiano |
|
|
1 milione e 400 mila firme raccolte, è record |
|
Scritto da Administrator
|
|
giovedì 22 luglio 2010 |

Oggi, lunedì 19 luglio, il Comitato Promotore dei Referendum per l’acqua pubblica consegna oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione. Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme. La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile. Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze. Il prossimo appuntamento del popolo dell’acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l’assemblea dei movimenti per l’acqua. www.acquabenecomune.org Roma, 19 luglio 2010 |
|
|
PIAZZA ALIMONDA di Francesco Guccini |
|
Scritto da Administrator
|
|
mercoledì 21 luglio 2010 |
|
|
|
|
Scritto da Administrator
|
|
martedì 20 luglio 2010 |
- DI JOHATHAN COOK -
Il nuovo “video game” israeliano. Soldatesse che uccidono tramite un telecomando
Si chiama Spot and Shoot (Identifica e Spara). Gli operatori si siedono di fronte ad un televisore così da poter controllare le azioni con un joystick stile PlayStation.
Lo scopo: uccidere i terroristi.
Chi gioca: ragazze arruolate nell'esercito israeliano. Spot and Shoot, come viene chiamato dai militari israeliani, può sembrare un videogioco ma i personaggi che appaiono sullo schermo sono reali – palestinesi di Gaza - e possono essere uccisi premendo sul joystick.
Le soldatesse, situate più lontane in un centro operativo, hanno la responsabilità di puntare e sparare con delle mitragliatrici telecomandate installate sulle torri di controllo ogni cento metri lungo un recinto elettronico che circonda Gaza.
Tale sistema è uno dei dispositivi più recenti di “uccisione a distanza” sviluppato dalla Rafael, azienda israeliana produttrice di armi, precedentemente dipartimento di ricerca di armi israeliano e ora ditta governativa a sé stante. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da Administrator
|
|
martedì 20 luglio 2010 |
Ripubblicizzare un bene comune Questo libro tematizza la complessità legata al problema acqua, sia a livello locale che globale. L'autore affronta la crisi idrica planetaria e le politiche di privatizzazione portate avanti dalle corporations del settore e sostenute dalle grandi istituzioni internazionali (Fmi, Banca Mondiale, Wto), la storia della privatizzazione in Italia, le lotte e le mobilitazioni sociali che attraversano i continenti del sud del mondo. Per arrivare poi ad analizzare i percorsi di lotta nelle realtà territoriali del nostro paese, arrivando fino alla costituzione del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e alla campagna nazionale per una legge di iniziativa popolare per la pubblicizzazione dell'acqua. Di particolare rilevanza l'analisi teorica sull'alternatività strutturale e non mediabile fra gestione privata e gestione pubblica dei servizi idrici, così come le proposte – risultato di un'ampia riflessione culturale e politica dell'autore – per una gestione pubblica fondata sulla partecipazione diretta delle comunità locali. La nuova edizione del libro - uscita nel marzo 2010 - descrive la battaglia per i quesiti referendari per i quali sono state raccolte un milione e 400mila firme. Autori: Marco Bersani, 47 anni, laureato in Filosofia, è Dirigente Comunale dei Servizi Sociali. Socio fondatore di Attac Italia, è membro del Consiglio Nazionale dell'associazione. Fra i portavoce del Genoa Social Forum nel luglio 2001, ha attivamente partecipato ai Forum Sociali Mondiali e fa parte del gruppo di continuità del Forum Sociale Europeo. Da sempre attivo nella lotta contro le privatizzazioni, è stato fra i promotori della Campagna europea e italiana contro la direttiva Bolkestein ed è attivo nella Rete Europea per i Servizi Pubblici e nel Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.
Guglielmo Ragozzino è redattore de il manifesto e curatore dell'edizione italiana di Le monde diplomatique. ACQUISTA SU IBS: http://www.ibs.it/code/9788889772157/bersani-marco/acqua-in-movimento-ri... autore/i :: Marco Bersani postfazione: Guglielmo Ragozzino |
|
|
19 luglio in Piazza Navona |
|
Scritto da Administrator
|
|
lunedì 19 luglio 2010 |
Lunedì 19 luglio ci ritroviamo in Piazza Navona alle ore 9.30 per festeggiare insieme la consegna di oltre un milione di firme per i tre referendum per l'acqua pubblica presso la Corte di Cassazione. Saranno presenti in piazza gli artisti per l'acqua e i rappresentanti delle associazioni e dei comitati territoriali, ma soprattutto ci sarà il popolo dell'acqua, quello che ha raccolto le firme in questi tre mesi di campagna referendaria. Qui il programma della mattinata. |
|
Ultimo aggiornamento ( lunedì 19 luglio 2010 )
|
|
|
ASSEMBLEA COMITATO CITTADINO "ACQUABENECOMUNE"-JESI |
|
Scritto da Administrator
|
|
lunedì 19 luglio 2010 |
 | Ora | mercoledì · 21.00 - 23.30 | | | Luogo | JESI-SALA 2 CIRCOSCRIZIONE-S.FRANCESCO -DIETRO LO STADIO | | | Creato da | | | | Maggiori informazioni | 1-DOCUMENTI A.T.O. 2-STATUTO COMUNALE E CONSIGLIO 30LUGLIO SARA' PRESENTE EVASIO CIOCCI -COORDINATORE COMITATO "ACQUABENECOMUNE" MARCHE | |
|
|
Contro le spese militari e l’aggravamento delle condizioni di vita dei cittadini. |
|
Scritto da Administrator
|
|
giovedì 15 luglio 2010 |
Contro le spese militari e l’aggravamento delle condizioni di vita dei cittadini.
L’Assemblea Permanente NO F-35 promuove un Convegno Nazionale a Novara per il 17 luglio 2010 presso la sede del Circolo Banditi di Isarno (Via Martiri di Isarno_Fr. Vignale-Novara) sul tema: “Contro le spese militari e l’aggravamento delle condizioni di vita dei Cittadini” . All’iniziativa sono invitati i Comitati e le Associazioni che da anni si battono contro la guerra, contro le Basi militari e le “Fabbriche della Morte” presenti sul territorio nazionale e per varare un calendario di iniziative locali sino ad arrivare a una scadenza centrale. Dobbiamo tener conto che le spese militari programmate sono quantificate attorno ai 29 miliardi , che escono dalle tasche dei cittadini (5 miliardi in più dell’ultima finanziaria), e saranno la causa principale dell’aggravamento generalizzato delle condizioni di vita della popolazione. Promuovere l’opposizione a queste enormi spese militari vuol dire prendere coscienza che qui, presso la base aerea di Cameri è stato assegnato l’appalto per 150 milioni di euro (circa 300 miliardi delle vecchie lire) alla ditta Maltauro di Vicenza per la costruzione del capannone della FACO (futuro centro di assemblaggio dell’F-35), con ricadute quasi nulle sul territorio. Sbugiardando così la propaganda bipartisan dei partiti istituzionali. Le spese sociali facciamoli pagare alla “ cricca” della Finmeccanica.
Assemblea Permanente NO F-35 Per info:
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
_ www.nof35.org ci trovi anche su facebook |
|
|
A NOI LACRIME E SANGUE MENTRE LORO COMPRANO "GIOCATTOLI NUOVI" |
|
Scritto da Administrator
|
|
giovedì 15 luglio 2010 |
LA BURLA spesi 29 miliardi di euro in armamenti, mentre il POPOLO fa sacrifici
Lo conferma il ministro della guerra La Russa La "difesa" spende 29 miliardi in armi Una spesa superiore di 4 miliardi alla stangata governativa
Mentre il governo del neoduce Berlusconi e il suo braccio destro Tremonti sono impegnati a fare macelleria sociale con una stangata da 24 miliardi di euro, le spese militari per garantire un posto al sole all'imperialismo italiano sono ormai fuori controllo. Basta dire che negli ultimi tre anni l'Italia ha speso in armamenti circa 3,5 miliardi di euro l'anno ed è una cifra che è destinata a lievitare, visto che il governo, ma nemmeno l'opposizione parlamentare, ha intenzione di rimettere in discussione un solo progetto. Difatti nella lista della spesa del ministro della Guerra La Russa non c'è solo l'acquisto di nuovi cacciabombardieri ma ben 71 programmi di ammodernamento e riconfigurazione di sistemi di arma che hanno già ipotecato la spesa bellica da qui al 2026 per qualcosa come 29 miliardi di euro, ossia 4 miliardi in più dell'intera manovra finanziaria che sta per abbattersi sui lavoratori e sulle masse popolari italiane. Solo per comprare dagli Usa i 131 cacciabombardieri F-35 è prevista una spesa di 15 miliardi di euro, di cui ben 2,5 miliardi usciranno dalle casse dello Stato nel triennio interessato dalla manovra. Un progetto faraonico che si sovrappone, peraltro, alla spesa per l'acquisto, già programmato, di 121 Eurofighter (80 sono già stati comprati e manca l'ultima tranche). 12 miliardi è la spesa prevista per il programma "Forza Nec" per dotare le forze armate di terra e da sbarco di un sofisticatissimo sistema digitale nell'ambito del progetto "soldato futuro". Ossia dei "robocop" nostrani dotati di futuristici congegni di arma e visivi adatti a "conflitti ad alta intensità", tipo Vietnam, per capirsi. Per ora siamo alla fase di progettazione, ma già questa da sola costa circa 650 milioni di euro. Poi in ordine ci sono i due sommergibili per una spesa di 915 milioni di euro, più della metà da versare già nei tre anni della manovra, quindi i 1,3 miliardi per 8 aerei a pilotaggio remoto, e i 120 milioni per acquistare nuovi sistemi anticarro. Uno shopping di armamenti in grande stile che il ministro della Guerra La Russa rivendica e difende a tutto tondo. Infatti, il filo del ragionamento di cui si serve il guerrafondaio La Russa, per aggirare l'articolo 11 della Costituzione che dice che "l'Italia ripudia la guerra", è quello che questa "prevede le operazioni di pace". E, dice ancora, "missione di pace non significa che non si usa la forza". La verità è che le "missioni di pace" in cui si è lanciato l'imperialismo italiano in questi ultimi 15 anni, (ben 35 sono state le missioni di peacekeeping che hanno visto i soldati italiani varcare i confini nazionali) sono delle vere e proprie guerre di aggressione, come dimostra l'Afghanistan, l'Iraq, e prima ancora la Somalia e la Serbia. Ecco a cosa servono cacciabombardieri, sommergibili, e tutto quest'ambaradan di sofisticati sistemi di arma. Addirittura La Russa, per mettere a tacere le critiche che ora vengono da settori del "centro-sinistra" (a dire il vero poche e isolate), maliziosamente ricorda che se la spesa bellica è così alta non è tutta colpa sua e del governo Berlusconi, ma in gran parte l'ha ereditata dal precedente governo. Fatto peraltro rivendicato a gran voce dall'ex ministro della Difesa del governo Prodi, Arturo Parisi (PD), che afferma: "siamo stati noi col governo Prodi a riportare la spesa per la Difesa da 17 a 21 miliardi di euro e a raddoppiare in due anni i programmi per investimenti: una scelta collegiale che senza l'appoggio dell'allora ministro delle Attività produttive Bersani non sarebbe stata possibile". |
|
Leggi tutto...
|
|
| | << Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>
| | Risultati 31 - 45 di 1212 |
|