|
|
|
Ritorno a «Tempi moderni» Corpo e anima dell'operaio in mano al padrone |
|
Scritto da Administrator
|
|
mercoledì 23 giugno 2010 |
|
di Antonio Di Stasi Cogliere il sensodell'operazione, che la Fiat vuole imporre ai lavoratori diPomigliano d'Arco con la richiesta ai sindacati di firmare un«inedito» contratto aziendale, significa rappresentarsil'applicazione delle regole «sulla proprietà» alla «persona» dellavoratore, che diverrebbe un «oggetto» completamente subordinato ainteressi e voleri dell'impresa; attraverso, innanzitutto, lanegazione di una propria autonoma gestione del tempo fuori dallavoro. Il primo tratto della proposta di accordo sindacaleconsiste nella circostanza che i tempi di lavoro li si vorrebberoscanditi unilateralmente a prescindere dalle elementari esigenze diorganizzazione di vita personale e familiare. La riduzione deglispazi di libertà, in particolare, avverrebbe attraverso laprevisione della «turnazione articolata a 18 turni settimanali», ilche significa che la conquista del sabato libero sarebbe di fattopersa e che diverrebbe precario anche il riposo domenicale pieno. Lastorica conquista del lavoro su 5 giorni sembrerebbe compensatadall'affascinante possibilità di lavorare, a settimane alterne, suquattro giorni, così da poter disporre di week-end più lunghi.Senonché, solo per tre volte ogni due mesi i giorni di riposoaggiuntivi alla domenica potrebbero essere goduti di venerdì esabato o di lunedì e martedì. Ma quel che rende completamenteprecario l'impianto, e fa presagire ben altre prospettive, tanto dadeterminare l'espropriazione al lavoratore anche della gestione deltempo liberato dal lavoro, è la possibilità per l'azienda diimporre il lavoro straordinario per 80 ore annue pro capite che,aggiunte alle 40 previste dal Contratto nazionale, portano a un montedi 120 ore.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
La Corte Costituzionale boccia il decreto sul ritorno al nucleare |
|
Scritto da Administrator
|
|
martedì 22 giugno 2010 |
In attesa di esaminare domani il ricorso presentato da molte Regioni, la Corte Costituzionale ha bocciato una parte sostanziale del decreto legge che sanciva il ritorno dell’Italia al nucleare. E’ stato disintegrato nel silenzio totale dei maggiori media.
La sentenza è la numero del 9 giugno 2010. Essa ha cancellato, in quanto incostituzionale, il quarto articolo della legge numero 102 del 3 agosto 2009: il ritorno al nucleare, appunto.
Il nodo dell’incostituzionalità, tagliando con l’accetta: si è fatto per l’atomo un provvedimento urgente (un decreto legge, un pacchetto anti-crisi e per lo sviluppo) affidandone l’esecuzione a capitali privati, che sono per natura incerti: è una cosa inconciliabile con l’urgenza stessa.
Il quarto articolo del decreto legge sul nucleare diceva in sostanza tre cose.
Primo, che la costruzione delle centrali nucleari era faccenda urgente e indispensabile. Secondo, che essa sarebbe stata realizzata con capitali privati, o prevalentemente privati. Terzo, che il Governo avrebbe potuto istituire commissari straordinari con poteri esclusivi e totali a proposito dell’ubicazione delle centrali. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Un milione di firme raccolte |
|
Scritto da Administrator
|
|
lunedì 21 giugno 2010 |
| Un milione di firme raccolte | | Un milione. Abbiamo raccolto un milione di firme e siamo nella storia di questo paese. Visti i dati che ci arrivano da tutta Italia possiamo dire con certezza che ieri è stata apposta la milionesima firma per i 3 referendum contro la mercificazione dell'acqua. Manca ancora un mese alla cosegna delle firme in Cassazione, e questo numero impressionante potrebbe diventare ancora più grande. L'obiettivo è oggi quello di portare almeno 25 milioni di italiani alle urne nella primavera 2011. Con questo entusiasmo, con questa partecipazione, con questa voglia di bene comune ce la possiamo fare, tutti insieme. Un milione di grazie ai tutti i cittadini che hanno firmato. Si scrive acqua, si legge democrazia. Il servizio del Tg3 |
|
|
|
Intervista Sergio Cofferati "L'accordo un suicidio, sinistra immobile non sa difendere gli operai" d |
|
Scritto da Administrator
|
|
lunedì 21 giugno 2010 |
Repubblica
Intervista Sergio Cofferati - "L'accordo è un suicidio, la sinistra immobile non sa difendere gli operai" di Mania Roberto
L accordo e un suicidio la sinistra immobile non sa difendere gli operai
Cofferati: Marchionne fa peggio di Romiti. Si ledono diritti delle persone, si destruttura il contratto e si cancellano i diritti di rappresentanza. Un gruppo piccolo di persone in stato di necessità si pronuncerà su una alterazione della Costituzione.
ROBERTO MANIA
Salva solo la Fiom, Sergio Cofferati, già segretario generale della Cgil, oggi europarlamentare pd. Sulla vicenda di Pomigliano attacca tutti: la Cisl e la Uil, la sinistra, il governo, la Confindustria e la Fiat di Sergio Marchionne. Cofferati è appena atterrato a Milano da Strasburgo. Sta andando a Genova dove vive e dove domenica si sposerà per la seconda volta. Officerà il rito civile Walter Veltroni, unico politico invitato.
Il segretario del suo partito, Pier Luigi Bersani, ha espresso un sì con riserva all'accordo, Veltroni è sembrato ancora più convinto. Lei cosa pensa?
«Penso che la Fiom abbia fatto bene a non firmare: non ho alcun dubbio. Nella mia vita da sindacalista ho visto brutti testi di accordi, ma questo credo che sia un bruttissimo inedito. Ci sono cose che non si possono assolutamente condividere se si ha a cuore la sorte del sindacato, la qualità e la dignità del lavoro delle persone. Due questioni mi hanno particolarmente colpito. La prima è la violazione, concordata tra le parti, di un diritto sancito dalla Costituzione, cioè il diritto di sciopero. La seconda, forse meno visibile per chi non ha dimestichezza con queste materie, è la volontà di mettere in crisi i fondamenti della rappresentanza e della contrattazione collettiva. E l'avvio di una progressiva destrutturazione del sistema» |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Manifesto, Intervista a Pierre Carniti |
|
Scritto da Administrator
|
|
lunedì 21 giugno 2010 |
Manifesto di sabato 19 giugno 2010, pagina 1 Intervista a Pierre Carniti - "Un accordo da non firmare" - "Fiat vuole cancellare i contratti nazionali" di Campetti Loris
INTERVISTA Incontro con l'ex segretario Cisl Pierre Carniti «Un accordo da non firmare» IL COLLOQUIO Pierre Carniti: ma gli investiménti dell'azienda sono dovuti «Fiat vuole cancellare i contratti nazionali»
Loris Campetti
Tutti commentano le vicende di Pomigliano e lanciano anatemi contro gli operai fannulloni. «Gente che non ha mai visto una fabbrica, o se l'ha vista, magari perché è di sua proprietà, non sa come lavora un operaio alla linea di montaggio. Io li manderei un anno a Pomigliano, alla catena». Sarebbe una bella rieducazione, Pierre Carniti non fa nomi, ma dalle tipologie che descrive ci permettiarno di interpretare il suo pensiero, assumendoci la responsabilità di eventuali errori: Veltroni, Sacconi, Marcegaglia... Questa non è on'intervista al prestigioso ex segretario della Cisl ma un colloquio, per noi un aiuto a leggere meglio nella forzatura messa in atto dall'Ad della Fiat, Sergio Marchionne. Canili nn giudica chi ha preso il suo posto, né chi dirige i sindacati in un momento difficile come questo. E' un fatto di stile. Dice però con franchezza quel che pensa. E alla domanda che gli rivolgiamo al termine del colloquio: tu avresti firmato quel testo scritto dalla Fiat?, risponde che «non è un accordo, nè un contratto, semmai un protocollo imposto dall'azienda, prendere in toto o lasciare. Nessun sindacalista avrebbe dovuto firmarlo. Semmai avrei detto al la Fiat di chiedere direttamente ai lavoratori. Magari dicendo loro che la situazione è straordinaria, servono sacrifici, e ascoltare le loro risposte. Ma niente firma sindacale, nè come sindacato avrei detto ai lavoratori cosa votare. In tanti anni di lavoro sindacale mi è capitato di fare accordi buoni e anche cattivi. Nei 1966, per esempio, firmai un contratto nazionale dei metalmeccanici che sembrava ouello precedente, neanche il totale recupero dell'inflazione riuscimmo a strappare. La situazione era quel che era, ma almeno si contrattava. La procedura imposta oggi dalla Fiat per lo stabilimento di Pomnigliaino è veramente singolare, senza precedenti nel dopoguerra. Certo nel Ventennio succedeva anche di peggio». |
|
Ultimo aggiornamento ( lunedì 21 giugno 2010 )
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Diffondiamo la lettera degli operai Fiat a Marchionne |
|
Scritto da Administrator
|
|
sabato 19 giugno 2010 |
|
|
|
Ultimo aggiornamento ( sabato 19 giugno 2010 )
|
|
|
La cultura: un anticorpo contro la barbarie golpista |
|
Scritto da Administrator
|
|
sabato 19 giugno 2010 |
|
Dall'esilio le voci della Resistenza nel documentario "Quien dijo miedo. Honduras de un golpe"
l colpo di Stato ha generato molteplici reazioni e processi di emancipazione che erano latenti nel popolo honduregno. Alla protesta pacifica nelle piazze si è sommato il lavoro di coscientizzazione e formazione politica. Le voci si sono moltiplicate e hanno cercato nuove forme di espressione, per gridare la propria indignazione di fronte alla brutalità golpista. L'arte e la cultura si sono fatte largo tra il clamore popolare e hanno conquistato uno degli spazi più originali ed innovatori di questa epoca. Katia Lara, documentarista honduregna, ha lasciato il suo paese in dicembre 2009. Se ne è andata in esilio in Argentina, paese che l'aveva accolta nel passato per portare a termine i propri studi universitari. Ora è tornata come rifugiata politica. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da Administrator
|
|
sabato 19 giugno 2010 |
|
|
|
|
PETIZIONE :"COME UN UOMO SULLA TERRA" |
|
Scritto da Administrator
|
|
giovedì 17 giugno 2010 |
|
Dopo alcuni mesi abbiamo ricevuto risposta dalla commissione petizioni del Parlamento Europeo. La petizione é stata in primis accettata in quanto di competenza della UE ed é stata inoltrata al Governo italiano, all’ÚNHCR e alla Commissione Europea, ma poi la Commissione ha deciso di non discuterla ed é stata chiusa perché, da analisi approfondite, hanno trovato che lo stesso caso era stato preso in esame da due precedenti interrogazioni scritte al Parlamento europeo che hanno già avuto risposta. Le interrogazioni di cui sopra, possono essere visionate su questi link: http://www.europarl.europa.eu http://www.europarl.europa.eu Sono due risposte del 2008 e 2009 che non tengono in alcun modo conto delle testimonianze di gravi violazioni e violenze in Libia, degli accordi Italia-Libia e della nuova pratica di respingimento delle imbarcazioni attuata dal Governo Italiano dal maggio 2009. Sono quindi risposte ben lontane dal soddisfare le nostre richieste. D'altronde la linea dell'Unione Europea è molto chiara sulla questione, visto il il nuovo accordo appena negoziato con la Libia http://immigrazioneoggi.it Nessuna risposta abbiamo invece mai ricevuto dal Parlamento e dal Governo Italiano. Tutto ciò mentre la situazione in Libia non accenna certo a migliorare, come conferma la recente espulsione dell'ACNUR da Tripoli http://it.reuters.com Nonostante il silenzio imbarazzante delle Istituzioni, continuano a decine le proiezioni di COME UN UOMO SULLA TERRA e le presentazioni de IL MARE DI MEZZO in tutta Italia ed Europa. Solo continuando a raccontare e incontrare potremo cercare di sconfiggere questo silenzio. "COME UN UOMO SULLA TERRA" Asinitas Onlus, ZaLab e FortressEurope http://comeunuomosullaterra.blogspot.com www.asinitas.org www.zalab.org http://fortresseurope.blogspot.com |
|
|
VEOLIA SI PREPARA ALLA PARTECIPAZIONE DELLE GARE |
|
Scritto da Administrator
|
|
mercoledì 16 giugno 2010 |
|
Dopo l’uscita dal Mediterranea delle Acque, Veolia rilancia le proprie mire sull’Italia. E, in particolare, sul settore idrico per il quale si sta preparando alla partecipazione alle gare. «La strategia di Veolia - ha detto nei giorni scorsi alla Reuters l’ad del colosso francese Jocelyn Gourlet - è sempre quella di crescere attraverso uno sviluppo organico, grazie alla nostra capacità di vincere concessioni per gestire servizi. Questa è la nostra priorità». Gourlet ha aggiunto che Veolia potrebbe «certamente» fare offerte, possibilmente con partner locali, per nuove aste pubbliche per concessioni che l’Italia vorrebbe far partire nel 2011, con la nuova legge che punta ad attirare investitori privati. Tuttavia - ha precisato - la società prenderebbe in considerazione un’acquisizione se, in quanto investitore industriale, potesse assicurarsi la gestione operativa». Proprio l’impossibilità di farlo avrebbe infatti motivato la vendita della quota di minoranza di Mediterranea (circa il 17%). Il mercato idrico italiano offre rendimenti più bassi agli investitori rispetto ad altri Paesi, «ma la sua attrattiva è proprio nei potenziali guadagni per effetto di un miglioramento dell’efficienza», ha detto Gourlet. «Veolia, non è stata scoraggiata dalla riluttanza di Roma ad alzare le tariffe dell’acqua, tra le più basse in Europa con un costo di 1,3 euro per metro cubo all’anno tra fornitura, fognature e depurazione, contro i 3 euro della Francia e i 5 euro della Germania. Tuttavia, pesa la mancanza di un chiaro quadro di regole per il settore».
La nuova legge approvata lo scorso novembre è infatti ancora sprovvista di decreti attuativi «e il rischio - commenta - è che le regole del gioco possano venire modificate con un cambio di governo, assieme ai lunghi tempi di attesa per i pagamenti dai clienti».
da Quindici
-- Luca Martinelli - Altreconomia |
|
| | << Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>
| | Risultati 61 - 75 di 1212 |
|