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Come tassare la speculazione e vivere meglio |
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giovedì 10 giugno 2010 |
Si allarga il movimento per una nuova tassazione sulle transazioni finanziarie, sostenuta a parole (ma non nei fatti) anche da alcuni governi europei. Una guida in libreria e in rete Il mondo ha salvato la finanza cocainomane, ora c’è il rischio concreto che la finanza possa uccidere chi l’ha mantenuta in vita. Non tanto i governi, che hanno deciso nel momento dello tsunami di mettere a disposizione del sistema finanziario oltre 13.000 miliardi di dollari (dati del Fondo monetario internazionale), quanto i cittadini dei paesi che hanno visto aggravarsi pesantemente i deficit pubblici, non a causa di un incremento della spesa pubblica per investimenti o welfare, ma per pubblicizzare banche o per costituire società ad hoc dove inserire titoli e immobili tossici. Una tassa sulle transazioni finanziarie è quindi un’urgenza, una necessità, uno dei primi obiettivi della società civile, che, in tutto il mondo da ormai due decenni, si batte per mettere un argine alla deriva distruttrice, e in alcuni casi criminale, del sistema finanziario globalizzato. Analisi e numeri in materia non mancano, a sostegno di un prelievo fiscale di ridottissime dimensioni (tra lo 0,01 e lo 0,05%), che vada a ridurre la propensione altamente speculativa di alcuni operatori e, nello stesso tempo, a costituire un fondo per la democrazia, la giustizia e la coesione sociale. Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali ogni giorno si effettuano transazioni finanziarie per un controvalore di 7.200 miliardi di dollari tra scambi sulle valute, derivati e opzioni di svariata natura e rischiosità in larga parte su mercati non regolamentati (gli stessi che hanno originato il panico post fallimento Lehman). Intervenire con una tassa globale è una battaglia di democrazia e trasparenza, la stessa evocata da alcune istituzioni internazionali e da una parte dell’ideologia iper-liberista quando si tratta di mettere le mani sui beni comuni o di contrastare minimi interventi di regolazione. Attraverso un piccolo, quasi insignificante, prelievo fiscale è possibile portare alla luce del sole i protagonisti dell’assalto alle materie prime (che ha lasciato una pesantissima eredità soprattutto sui paesi del sud del mondo dove sono triplicati i prezzi per acquistare il cibo per la sopravvivenza giornaliera), ma anche quelli che, negli ultimi dodici mesi, hanno deciso di sfruttare le difficoltà di alcuni Paesi dell’area euro per attaccare la moneta unica. Mentre la Grecia si dibatteva per ottenere un aiuto da Bruxelles e Fmi, una parte dei suoi cittadini metteva al riparo i capitali rastrellati negli ultimi due decenni per acquistare immobili di prestigio a Londra oppure acquistava Cds (credit default swap, sulla carta assicurazioni contro il fallimento dello stato debitore), senza neppure possedere bond emessi da Atene.
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NUCLEARE. L'ITALIA CHIEDE UN REFERENDUM PER CONFERMARE QUELLO DEL 1987 |
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giovedì 10 giugno 2010 |
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giovedì 10 giugno 2010 |
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Le t.shirt dei soldati israeliani: Donna incinta? "Un colpo due morti..." |
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martedì 08 giugno 2010 |
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E QUESTI SAREBBERO ASSEDIATI DAI TERRORISTI??????
 TELAVIV - L’esercito di Israele, è ora al centro di aspre polemiche dopo la pubblicazione di un reportage di Uri Blau su 'Haaretz' che ha gelato l’opinione pubblica internazionale. In Italia la notizia è stata silenziata, censurata. La notizia ha fatto orrore ed è rimbalzata di blog in blog in tutto il mondo: la fornitura di t.shirt destinata a diversi battaglioni e brigate dell’esercito per celebrare la conclusione di alcuni corsi d’addestramento. Magliette che hanno fatto la fortuna, in poche settimana, dell’azienda tessile 'Adiv', di Tel-Aviv, specializzata nel rifornire i vari corpi dell’esercito di berretti, t.shirt e pantaloni. Un’ordinazione effettuata con la supervisione di alcuni sottufficiali. Una breve descrizione di quello che indossano orgogliosi questi soldati è sufficiente per capire la gravità dell’accaduto: - “Un colpo, due morti”: il disegno è un mirino di un cecchino che punta direttamente sul 'pancione' di una donna palestinese. - Un’altra maglietta, (fornita al battaglione Lavi) riporta un fumetto con un bambino palestinese, che nel crescere diventa prima un giovane lanciatore di pietre, poi un miliziano armato. La didascalia dice “Non importa come inizia, siamo noi a decidere quando finisce la partita”. - “Ogni madre araba deve sapere che il destino del proprio figlio è nelle mie mani” (questa in particolare fornita su richiesta della Brigata Givati). E purtroppo la lista potrebbe continuare. Già due anni fa era scoppiata una polemica perché, tra i soldati di uno dei reparti d’elite dell’Israel Defence Force, circolava una t-shirt con disegnato un mirino che puntava un bimbo arabo e la scritta che recitava “Più è piccolo, più è difficile”, e nessuno era stato punito per questo. Oltre all’uso spietato di fosforo bianco, a quello massiccio dei nuovi armamenti composti dalle micidiali bombe "Dime", all’aver colpito rifugi per profughi segnalati dalle Nazione Unite, all’aver impedito che stampa e soccorsi entrassero nell’intera Striscia di Gaza per settimane, oltre ad aver ucciso più di 1400 civili, il popolo palestinese deve subire anche l'oltraggio di queste magliette. E il sorriso di chi le indossa. Fonte: http://www.haaretz.com/hasen/spages/1072466.html (via http://www.facebook.com/pages/Cogito-ergo-sumPenso-dunque-sono/114391918594230) |
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Complici del silenzio. Argentina 1978, l'occasione dei mondiali per raccontare un regime. |
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martedì 08 giugno 2010 |
Il regime non nasce mai dai carri armati o dall'esercito per le strade, nasce dalla costruzione di un consenso, una scuola ideologica che spiana la strada all'esercito, al golpe, attraverso l'indifferenza. Mezza Argentina fingeva di non sapere, chi perchè si faceva i fatti propri, chi perchè era convinto di trarne vantaggi, in mezzo c'era la ferocia degli aguzzini. E' la stessa cosa che succede per tutto il resto, prendete ad esempio la scuola. La stanno distruggendo ma chi si preoccupa sono quelli che hanno i figli che la frequentano, che se sono toccati direttamente. Chi ne fa una questione sociale, politica, di progresso, anche se non ha figli a scuola, sono la minoranza, quelli che sanno guardare lontano senza egoismi. Il problema della casa, altro esempio, esiste da sempre ma quelli che l'hanno acquistata lo cancellano, dalla loro mente e dalla loro ideologia politica. E' da queste piccole cose che nasce la complicità del silenzio che nel tempo diventa consenso. C'è chi pensa di risolvere le beghe condominiali con la polizia, chi vuole educare i ragazzini con il motorino con l'esercito. Certo danno fastidio anche a me, con il casino che fanno specialmente d'estate, ma non si può pensare di risolvere un problema di educazione con l'esercito, basta far rispettare le regole, anche solo il codice della strada. Sequestrare il motorino ai recidivi. Poi ci sono quelli che sono convinti che dalla stretta del regime si possono ricavare dei benefici, generalmente individuali, o che arrivano dalla piaggeria e complicità con il regime. Finchè arrestano, condizionano, fanno sparire degli sconosciuti, spacciandoli per comunisti rivoluzionari che vogliono distruggere il sistema si è ancora indifferenti, ma i comunisti finiscono e dopo tocca ai preti, ai professori, ai diversi, agli omosessuali. Insomma prima o dopo tocca anche a me. Le mamme, che magari all'inizio dicevano ai figli che studiavano di restare fuori dai casini, rimanere defilati, non creare problemi, sono le stesse che poi sono scese in piazza con il fazzoletto bianco in testa e la foto del figlio o del nipote scomparso. Mi sembra che la piccola Italia ripercorra le stesse strade, l'indifferenza, il silenzio complice regna in una parte del popolo italiano. Sono quelli che non si rendono conto, oppure sono convinti che il giro di vite non gli tocca, qualcuno lo auspica, altri pensano di guadagnarci, anche perchè noi italiani pensiamo che le regole valgano solo per gli altri. Noi critichiamo chi mette la macchina in divieto di sosta e poi parcheggiamo sul passo carraio. Vivere una vita ai margini, tanto non cambierà mai un cazzo, è un errore. Già una volta ci ha portato al regime, al fascismo, adesso ci stà portando allo sfascismo. La libertà d'informazione, per un paese che non legge i giornali, è una cosa secondaria, non viene recepita come un pericolo di democrazia, viene vissuta come i giornali sportivi con la filosofia che ognuno fa il tifo per la sua squadra e quindi sono tutti inaffidabili. Gli italiani non sono abituati alla valutazione di chi gioca meglio e vince con merito, c'è sempre un terzo che interviene, l'arbitro o il tifo, che fa perdere di vista quello che conta veramente, giocare meglio. Noi facciamo anche l'opposizione per opportunismo, manca totalmente un minimo di ideologia, il capitalismo che gestisce potere e contropotere allo stesso tavolo. Come un gioco delle parti, adesso tocca a te, domani tocca a me. Così siamo in politica, siamo anche passati alla storia per quelli che vanno in soccorso al vincitore, chiunque esso sia, noi siamo sempre dalla parte dei vincitori e nel momento giusto. Abbiamo visto le stesse facce in camicia nera festeggiare gli americani come vincitori. Tradiranno anche questo come hanno tradito Mussolini e Craxi, un opportunismo che non ha eguali al mondo ed i più opportunisti di tutti sono i leghisti, quelli che puntano allo sfascio. Abbiamo una buona parte di italiani che sono complici del silenzio, davanti alle leggi ad personam, al bavaglio della giustizia e dell'informazione, indifferenti all'evasione fiscale più grande al mondo, anzi sperano di frequentarla assiduamente, ma state tranquilli se un giorno ci libereremo da questo cancro sociale e politico, rappresentato da Berlusconi, i primi a correre in piazza con in mano il tricolore saranno loro. I complici del silenzio. http://slasch16.splinder.com/post/22829965/ieri-sera-ho-visto-complici-del-silenzio-argentina-1978-l-occasione-dei-mondiali-per-raccontare-un-regime-e-riflettere |
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Manovra di guerra Tagli agli stipendi e comprano armi |
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lunedì 07 giugno 2010 |
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MEGLIO TARDI CHE MAI ..........ARRIVA DOPO FAMIGLIA CRISTIANA .........SBILANCIAMOCI E' ANNI CHE FA' QUESTA CAMPAGNA.............MA BEN VENGA............di Mariagrazia Gerina
Fuori dai ministeri, tra gli statali che da qui ai prossimi tre anni dovranno sacrificare i loro stipendi per versare allo Stato 5 miliardi di euro contro la crisi, il grido pacifista si è già fatto largo: «Vendessero i cacciabombardieri di La Russa». In realtà più che di vendere si tratterebbe di non acquistarne di nuovi. Idea tutt’altro che peregrina. È quello che sta decidendo di fare la Germania in queste ore, per dire. Il Pd stima che si potrebbero risparmiare almeno 2 miliardi l’anno. Ovvero sei miliardi nei tre anni su cui opera la manovra. Una stima prudenziale, visto che la spesa in armamenti si aggira intorno ai 3,5 miliardi l’anno.Nella manovra finanziaria di Tremonti, però, di tagli agli armamenti non ne troverete traccia. E sì che in programma il governo italiano non ha solo l’acquisto di nuovi cacciabombardieri. Sul bilancio dello stato, al momento, incombono ben 71 programmi di ammodernamento e riconfigurazione di sistemi d’arma, che ipotecano la spesa bellica da qui al 2026. Tutti passati inosservati sotto lo sguardo vigile del ministro dell’Economia. |
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ACQUA PUBBLICA SENZA SE E SENZA S.P.A. |
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giovedì 03 giugno 2010 |
 PER MOTIVI DIPENDENTI DAL RELATORE L'EVENTO E' ANNULLATO
IL COORDINAMENTO "ACQUABENECOMUNE"DI JESI VI INVITA AL PROSSIMO APPUNTAMENTO CHE SI TERRA' ALL'INTERNO DELL'EQUAFESTA L'8 DI LUGLIO ALL'OSTELLO BORGOGNONI -ASSEMBLEA REGIONALE DEI COMITATI MARCHIGIANI CON PETRELLA E MARTINELLI -PER IL COORDINAMENTO JESINO
-SERGIO RUGGIERI |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 04 giugno 2010 )
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venerdì 04 giugno 2010 |
di Daniel Cohn-Bendit La crisi e il futuro della politica, l’economia ecologica e la fine dell’era dell’automobile, il ruolo dei Verdi (e il loro rapporto con la sinistra) e dell’Europa nella riflessione di uno dei protagonisti più importanti della politica e del movimento ecologista europeo. Con una introduzione di Guido Viale. Daniel Cohn-Bendit. Leader del ’68 francese ed esponente di primo piano dei Verdi in Europa, è parlamentare europeo dal 1994. Recentemente è stato fondatore e protagonista del movimento Europe Écologie che ha ottenuto importanti successi alle elezioni europee e regionali in Francia. Tra i suoi ultimi libri usciti: Che fare? Trattatello di fantasia politica a uso degli europei (Nutrimenti 2009). Prezzo: € 8,00 |
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ilsole24ore - Come cambiano le pensioni dopo la manovra |
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mercoledì 02 giugno 2010 |
di Salvatore Padula - ilSole24ore Si introduce, nei fatti, un allungamento della vita lavorativa, con incrementi - rispetto al sistema attuale - da uno a dodici mesi in più, a seconda dei casi. Dal prossimo anno, il sistema di uscita prevede un'unica finestra a scorrimento sia per i trattamenti di anzianità sia per quelli di vecchiaia, sia per i dipendenti (pubblici e privati) sia per gli autonomi.
In particolare, per i lavoratori dipendenti l'assegno (sia di anzianità che di vecchiaia) spetterà 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti. In realtà, la decorrenza è fissata al primo giorno del 13esimo mese successivo a quello di maturazione dei requisiti: per esempio, il lavoratore che maturerà il requisito nel mese di giugno 2011, avrà la pensione con decorrenza luglio 2012 (con il sistema attuale, questo lavoratore andrebbe in pensione nel gennaio 2012, sei mesi prima). Nel caso degli autonomi, invece, i mesi di attesa diventeranno 18 (anche qui, si tratta del primo giorno del 19esimo mese successivo). Regole identiche a queste ultime sono previste per gli iscritti alla gestione separata.
Qualche dubbio era sorto in relazione ai soggetti che possono vantare 40 anni di contributi per l'accesso al trattamento di anzianità. La lettura del testo finale, induce a ritenere che le nuove decorrenze si applichino anche a questi lavoratori, i quali dovranno quindi attendere 12 mesi (se dipendenti) o 18 mesi (se autonomi) per la decorrenza effettiva della pensione. Quanto alle esclusioni, per prima cosa va ribadito che le nuove regole non riguardano chi matura il diritto alla pensione entro il 31 dicembre di quest'anno. Escluso è anche il personale della scuola, che continuerà ad andare in pensione con la finestra unica di settembre, avendo maturato i requisiti di età e di contribuzione entro il 31 dicembre dello stesso anno.
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Nicaragua sospende relazioni diplomatiche con Israele |
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mercoledì 02 giugno 2010 |
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Condanna "l'assalto criminale" alla Flotta della Libertà
Rosario Murillo annuncia la misura del governo sandinista (Foto CCC)
Durante una breve conferenza stampa, la responsabile del Consiglio di comunicazione e cittadinanza del governo sandinista, Rosario Murillo, ha annunciato la sospensione delle relazioni diplomatiche con Israele a causa dell'attacco contro la Flotta della Libertà. "Il governo di riconciliazione ed unità nazionale del Nicaragua condanna il criminale assalto eseguito dal governo di Israele contro la Flotta della Libertà, composta da attivisti disarmati in viaggio verso Gaza, durante una missione umanitaria per portare assistenza alle popolazioni palestinesi ed arabe, che sono sottoposte a un embargo nel loro territorio. Il governo del Nicaragua - continua il comunicato letto da Murillo - mette in evidenza l'illegalità dell'atto commesso da Israele in acque internazionali, in aperta violazione della Legge Internazionale e del Diritto Internazionale Umanitario.
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