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La manovra salva guerra
Scritto da Administrator   
domenica 30 maggio 2010
Il provvedimento del ministro dell'Economia Giulio Tremonti taglia tutto, dagli stipendi statali alle auto blu, ma non i fondi destinati al rifinanziamento delle missioni di pace all'estero.

Chi più chi meno pagheranno tutti. Di più, manco a dirlo, gli impiegati statali che avranno gli stipendi bloccati per i prossimi tre anni. Di meno i rappresentanti della ormai famosa "casta": ministri e i sottosegretari che, seppur in modo meno amaro, si dovranno arrendere all'emergenza prospettata da Bruxelles e rinunciare al 10 percento di tutti i compensi, comunque lauti, che superano gli 80 mila euro annui. Nella manovra da 24 miliardi di euro sono poche le macroaree di intervento non coinvolte dai pesanti tagli ideati dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Fra queste non poteva mancare la voce "rifinanziamento delle missioni internazionali di pace" che da sola vale più di un decimo della manovra: 1,5 miliardi di euro solo per il 2011.

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Crisi, i militari non stringono la cinghia
Scritto da Administrator   
domenica 30 maggio 2010
La Nato raccomanda agli alleati europei di aumentare le spese per la difesa. Il caso greco

La crisi del debito pubblico strangola le nostre economie, costringendo tutti i governi a imporre drastici tagli alla spesa pubblica. Stipendi e pensioni, sanità e istruzione: la parola d'ordine dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale è 'risparmiare su tutto'. O quasi tutto. C'è infatti una voce di spesa che sembra immune alle nuove misure di austerity: quelle militari. Su queste, anzi, i governi vengono addirittura sollecitati a investire di più, nonostante la crisi.

Un perentorio invito in questo senso è arrivato nei giorni scorso dai vertici della Nato. 
Lunedì, il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen ha presentato con grande enfasi a Bruxelles il nuovo 'Concetto strategico', il documento di orientamento politico-strategico con cui periodicamente la Nato ridefinisce il suo ruolo e le sue funzioni alla luce dei cambiamenti occorsi nello scenario internazionale. La redazione del documento era stata affidata al cosiddetto 'Gruppo di esperti', presieduto dall'ex segretario di Stato Usa, Madeleine Albright, e all'ex amministratore delegato della compagnia petrolifera Shell, Jeroen van der Veer.

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CHE BOTTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Scritto da Administrator   
venerdì 28 maggio 2010
680mila firme raccolte. Savona maglia rosa dell'acqua pubblica
03Savona è la maglia rosa del Giro d'Italia dell'acqua pubblica, la provincia ligure ha già più che raddoppiato l'obiettivo delle firme da raccogliere entro luglio. Chi negli ultimi 7 giorni ha raccolto di più firme in proporzione alla popolazione e vince la maglia blu, è Frosinone con oltre 4000 firme.  La raccolta continua, siamo a quota 680mila firme e l'obiettivo è ora un milione. Qui la mappa di tutti i banchetti. Da qui a luglio lanceremo eventi, feste, spettacoli per coinvolgere sempre più italiani in questa civile lotta di democrazia per togliere le mani degli speculatori dall'acqua riconsegnandola ai cittadini e ai Comuni.
I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo lnel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti. Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.

Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.

Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.


Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.

Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.

Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.

Per conservarlo per le future generazioni.

Perchè tre referendum sull’acqua

Il costituendo Comitato Promotore

I referenti territoriali della campagna referendaria

I materiali per la raccolta firme

Leggi la relazione introduttiva ai quesiti referendari

Perché si scrive acqua ma si legge democrazia

Ultimo aggiornamento ( domenica 30 maggio 2010 )
 
JESI ASSEMBLEA PUBBLICA PER DISCUTERE : ART.18 & PRECARIETA’
Scritto da Administrator   
giovedì 20 maggio 2010
JESI -  28 MAGGIO 2010
ORE 17.30
PRESSO
SALA 2° CIRCOSCRIZIONE – (S.FRANCESCO)
DIETRO LO STADIO COMUNALE
ASSEMBLEA PUBBLICA
PER DISCUTERE : ART.18 & PRECARIETA’

INTRODUCE :
LUISA TANZI – R.S.A. – CISAGEST – JESI

INTERVENGONO
GIUSEPPE CIARROCCHI – SEGRETARIO REGIONALE – FIOM MARCHE
MAURIZIO MARCELLI – COORDINATORE UFFICIO SALUTE E SICUREZZA – FIOM NAZIONALE
ANTONIO DI STASI – PROFESSORE DI DIRITTO DEL LAVORO DELL’UNIVERSITA’ DI ANCONA 
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IL COMITATO CITTADINO “DIRITTI & LAVORO” CON QUESTA INIZIATIVA INTENDE RICHIAMARE L’ATTENZIONE NON SOLO DEGLI ADDETTI AI LAVORI, MA SI RIVOLGE IN PARTICOLARE AI GIOVANI, 
AI PRECARI, AI MIGRANTI, A QUANTI INTENDONO IMPEGNARSI ANCHE CON ALTRE E FUTURE INIZIATIVE A DIFESA DELL’ART.18 E CONTRO LA PRECARIETA’, 
MA PIU’ IN GENERALE DELLA LEGGE 300/20 MAGGIO 1970 – MEGLIO CONOSCIUTA COME “STATUTO DEI LAVORATORI” CHE IL GOVERNO VORREBBE STRAVOLGERE.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 20 maggio 2010 )
 
CONTROMANOVRA DI SBILANCIAMOCI...........
Scritto da Administrator   
giovedì 27 maggio 2010


“Iniqua e sbagliata la manovra del governo”

I tagli massicci agli enti locali, alle regioni, alle prestazioni sociali e ai servizi delineano un quadro di ricadute gravi sul paese: colpiscono i cittadini, i lavoratori, la parte più debole del paese. La speculazione, la ricchezza, i privilegi, le rendite, i patrimoni non vengono toccati. E' una manovra solo di tagli (sbagliati) e non di misure per fronteggiare la crisi, arginare l'emergenza sociale e rilanciare l'economia.
La manovra del governo non taglia la spesa pubblica inutile e sbagliata come le spese militari, gli stanziamenti per il Ponte sullo Stretto e le grandi opere, i sussidi corporativi e clientelari.

La campagna Sbilanciamoci! lancia oggi la sua “contromanovra” alternativa a quella del governo.

30 miliardi di risorse che Sbilanciamoci! propone di reperire grazie alla riduzione delle spese militari e alla cancellazione degli stanziamenti delle grandi opere, alla tassazione delle rendite e dei patrimoni e alla re-introduzione della carbon tax.

30 miliardi che Sbilanciamoci! propone di usare, oltre che per la riduzione del debito (10 miliardi), anche per gli ammortizzatori sociali ed il lavoro (4,5 miliardi), per la difesa dei redditi e delle pensioni (5 miliardi di euro) per il rilancio dell'economia (economia verde, piccole opere e innovazione per 6,5 miliardi di euro), per il welfare (scuola e università, servizi sociali, immigrazione, asili nido, per oltre 4 miliardi di euro).

Per leggere il documento Scarica le Note Rapide n. 4

 
Cambio classifica nell'economia italiana, l'evasione ha superato il fatturato della mafia.
Scritto da Administrator   
martedì 25 maggio 2010

Siamo nell'ordine dei 156 miliardi di euro all'anno, fonte Il Sole 24 ore. Sorpassa, e di molto, il fatturato della mafia, calcolato in circa 90 miliardi, ma nel 2007. La prima considerazione che mi sorge spontanea è che hanno ragione governo e P2, senza dimenticare buona parte della popolazione, che considerano il sindacato una organizzazione da abbattere. Capisco anche perchè la Fiat tenti di tagliarlo fuori in tutti i modi, le prime due aziende italiane, guarda caso, non hanno contatti con il sindacato, non esiste per loro. Il fatturato dell'evasione, tra l'altro, conferma la filosofia del primo ministro che considera il pagare le tasse un furto da parte dello stato, della collettività, che siamo poi noi. Quelli che le pagano. Nemmeno nei regimi più sperduti dell'Africa, c'è una tale concentrazione di malavita e di evasione fiscale. I lavoratori in nero sono circa 2,4 milioni di cui 850. 000 sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Si stima una evasione d'imposta di circa 34 miliardi di euro. Come vedete, il popolino bue, non è nemmeno capace di rubare in 2,4 milioni con il secondo terzo lavoro riescono ad evadere "solo" 34 miliardi di imposte, comprendenti quelle del datore di lavoro nero. Qualche centinai di migliaia di imprenditori, artigiani, commercianti, bottegai, investitori, azionisti, dirigenti pubblici, avvocati, dottori, dentisti, ginecologi e così via, riescono a rubare gli altri 122 miliardi. Ora se il post lo scrivesse Sallusti direbbe che chi fa un secondo lavoro in nero per 600 euro al mese, probabilmente per sopravvivere, è equiparabile all'imprenditore che evade decine di milioni all'anno per farsi le ville e garantire una vita da parassita a tutte le sue generazioni future. Sia a quelle di primo letto, secondo letto, terzo letto ed ai figli delle varie concubine o fidanzate. Dopotutto ha messo sullo stesso piano uno che paga l'equo canone con uno che si è fatto regalare 900. 000 euro per comprarsi la casa. Per Sallusti, sono tutti uguali e quelli di destra sono più uguali degli altri. Ci credo che abbiamo le aliquote alte, abbiamo una evasione che è 7 volte la finanziaria, se questa gentaglia, se questi banditi, questi disonesti, questi ladri, pagassero il dovuto avremmo le aliquote al 10%. Per fare giustizia, tornare alla democrazia, rispettare la costituzione si deve fare tabula rasa, tagliare le teste, dare qualche ergastolo a chi è sorpreso ad evadere decine di milioni. Finchè il governo gli regala scudi fiscali ed anonimità con una imposta del 5% questi continueranno ad evadere, tanto in galera non ci andranno mai. Io sono un comunista, mi piace la dittatura del proletariato, non mi dispiacerebbe una ghigliottina in piazza del Duomo che tagliasse la testa a tutti i ladri colti con le mani nel sacco. L'evasione sale del 6,7%nei primi quattro mesi dell'anno Lo dicono loro, il giornale borghese dell'economia, non il bollettino del perfetto rivoluzionario comunista. Tra i più assatanati contro Roma ladrona e lo stato che ti mette in tasca le mani ci sono i bottegai, imprenditori,artigiani, operai con il 2° e 3° lavoro che votano lega. L'evasione del nor est supera, alla grande, le zone depresse del meridione. 


http://slasch16.splinder.com/post/22768093/cambio-classifica-nell-economia-italiana-l-evasione-ha-superato-il-fatturato-della-mafia
 
LO STATUTO ATTACCATO DA DESTRA E DA SINISTRA
Scritto da Administrator   
martedì 25 maggio 2010
di Piergiovanni Alleva, Giovanni Naccari

Il nucleo dello Statuto dei lavoratori di Brodolini, Donat Cattin e Giugni fu quello di riunificare il mondo del lavoro intorno a un nuovo patrimonio di diritti riconosciuti alla generalità dei lavoratori, perché nella sua attività il lavoratore non cede soltanto una merce, la forza lavoro, ma agisce e interagisce come persona con tutti i diritti e le prerogative riconosciute dalla Carta costituzionale. Non per nulla il titolo I non aveva alcun limite inferiore di applicabilità, risultando allo stesso modo cogente nelle piccole e nelle grandi imprese. La separazione tra i due mondi sussisteva ancora tuttavia per ragioni di rapporti di forza politica con riguardo a due nodi: l'applicazione dell'articolo 18, e la fruizione da parte dei sindacati di quei diritti e poteri previsti nel titolo III che hanno reso possibile e garantita la loro presenza nell'impresa con più di 16 dipendenti. 
Fu attuata dunque una grande operazione di unificazione all'insegna del progresso civile e tuttavia non completa: perché il settore delle piccole realtà produttive restava non pienamente coperto da garanzie e il vasto campo dell'impiego pubblico prigioniero di una regolamentazione giuridica del tutto diversa dalla sua essenza; inoltre lo Statuto nulla diceva sulle modalità della contrattazione, la rappresentanza sindacale, la democrazia industriale, limitandosi ad assicurare la presenza del sindacato nelle aziende con almeno 16 dipendenti. Questo ultimo limite era storicamente comprensibile perché, all'indomani dell'«autunno caldo», l'unità sindacale era una realtà viva e ciò superava di fatto ogni problema di misurazione della rappresentanza sindacale e di controllo sull'operato negoziale. Nei decenni successivi, sinistra e destra si sono combattuti per migliorare e completare la normativa statutaria o per, al contrario, disapplicarla e disgregarla. 
Gli attori principali della prima positiva corrente sono stati i Ghezzi e i D'Antona che, con altri, sono ben vivi nel nostro ricordo. Grazie a loro si pervenne all'unificazione del lavoro privato e pubblico, all'estensione del diritto di poter comunque impugnare un licenziamento ingiustificato, alla traduzione in norma di legge nell'impiego pubblico del nuovo principio per cui la negoziazione è collegata alla rappresentanza e la rappresentanza al consenso elettoralmente espresso dei lavoratori. 
Ma, dall'altro lato, gli avversari dello Statuto sono riusciti a bloccare ogni tentativo di apprestare una normativa organica in tema di rappresentanza sindacale. Di recente hanno tentato di riaprire storici fossati tra pubblico e privato. Ma soprattutto sono riusciti nell'intento di contrapporre alla linea di unificazione del mondo del lavoro perseguita dallo Statuto, quella della sua frantumazione, attraverso la legittimazione di vari tipi di rapporti precari sottotutelati. 

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IL BUSINESS DELL'ACQUA MINERALE
Scritto da Administrator   
martedì 25 maggio 2010
LO SCANDALO DELL’ ACQUA QUOTATA IN BORSA

L’acqua : da bene comune a merce

L’acqua è la base della vita sulla terra. E’ sempre stata al centro del benessere materiale e culturale della società di tutto il mondo. Ma oggi questo bene comune a tutta l’umanità (come l’aria, come il sole) questa risorsa preziosa è in pericolo. Benché il mondo sia costituito per due terzi di acqua, ci troviamo di fronte un’acuta scarsità idrica.

Ciò grazie alla devastazione ecologica della terra, all’inquinamento, alla deforestazione e conseguente desertificazione, allo sfruttamento dell’uomo, agli sprechi, alle privatizzazioni. Il numero di persone che vivono in paesi privi di una quantità adeguata di acqua salirà, secondo alcune previsioni, tra il 1990 e il 2025, da 131 milioni a 817 milioni. Vi è crisi idrica quando la quantità disponibile pro capite annua è inferiore a mille metri cubi. Sotto questa soglia lo sviluppo e la salute di un paese sono fortemente ostacolati. Mentre al di sotto di 500 metri cubi pro capite la sopravvivenza della popolazione è gravemente compromessa.

Grazie alla sopravvenuta scarsità, l’acqua da bene comune è così diventata un business. L’acqua è l’oro blu del futuro, l’acqua è quotata in borsa.

Come sottolinea Vandana Shiva, fisica ed economista indiana nel suo ultimo libro (Le guerre dell’acqua. Ed. Feltrinelli)” i conflitti per l’acqua sono destinati a dilagare, soprattutto a causa delle crescenti privatizzazioni e dei conseguenti giochi di potere che ruotano a ciò che, a torto o a ragione, è ritenuto invece un bene universale.”

In questa situazione difficile e degradata, organizzazioni non governative, personalità di spicco come Mario Soares, presidente del Contratto Mondiale dell’acqua, la stessa economista indiana Vandana Shiva, il missionario cambogiano Alex Zanotelli, Riccardo Petrella tra i fondatori dell’università internazionale dei Beni Comuni, si battono affinché l’acqua sia un diritto per tutti, un bene pubblico per eccellenza, e non una qualsiasi merce da quotare in borsa

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Il mondo secondo Monsanto: arriva il documentario inchiesta
Scritto da Administrator   
lunedì 24 maggio 2010

Prima i diserbanti altamente tossici poi gli ormoni per la crescita bovina, e oggi? A far luce sulle reali conseguenze sanitarie e ambientali degli Ogm arriva in Italia il documentario-inchiesta “Il Mondo secondo Monsanto” di Marie-Monique Robin. Nell’edizione italiana in supplemento anche il libro-vademecum “OG(gi)M in Italia. Sappiamo cosa sta succedendo?”Mentre la Commissione per la sicurezza alimentare UE, dopo dodici anni di embargo, ha dato il via libera alle coltivazioni transgeniche con la superpatata Amflora, a far luce sulle reali conseguenze sanitarie e ambientali degli Ogm arriva in Italia – con un tempismo perfetto dopo il successo del libro omonimo – il documentario-inchiesta “Il Mondo secondo Monsanto” del premio “Albert-Londres” Marie-Monique Robin. Insieme al documentario, nell'edizione italiana in supplemento, il libro-vademecum “OG(gi)M in Italia. Sappiamo cosa sta succedendo?” a cura del direttore della testata ecosociale Terranauta.it, Daniel Tarozzi. 

 Chi è Monsanto?
Ultimo aggiornamento ( lunedì 24 maggio 2010 )
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Accordo raggiunto tra Unione Europea e Centroamerica-Panama
Scritto da Administrator   
venerdì 21 maggio 2010
L'Unione Europea ottiene ciò che voleva "cedendo" su alcuni punti. Benefici per chi?

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Presidenti e capi di governo durante il Vertice UE-CA a Madrid (Foto infolatam.com)

La corsa contro il tempo intrapresa dai negoziatori europei e centroamericani, per raggiungere un accordo prima della fine del Vertice (e della presidenza spagnola)  ha dato i suoi frutti.
 
L'Unione Europea e il Centroamerica-Panama hanno firmato un Accordo di Associazione (AdA) - il primo in assoluto tra due regioni - che per il momento ha raccolto i favori dell'impresa privata centroamericana, mentre ha lasciato l'amaro in bocca ai movimenti sociali ed organizzazioni che si sono riunite e confrontate durante il vertice alternativo "Enlazando Alternativas 4".
 
Il nuovo accordo, per il quale è stato necessario l'improvviso intervento diretto dei presidenti centroamericani e che si presume possa entrare in vigore nel 2012 dopo la ratifica da parte dei parlamenti dei singoli paesi, è stato accolto come positivo anche da parte di alcuni governi centroamericani, pur riconoscendo che si sarebbe potuto fare di più.
 
In Nicaragua, per esempio, il presidente Daniel Ortega l'ha classificato come un accordo non certo perfetto, "ma il migliore che si potesse ottenere in questo momento di crisi mondiale".
 
Ben distante dalle posizioni espresse da molte organizzazioni sociali e popolari.
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